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rinoceronte
Si celebrerà domani la giornata mondiale dedicata a questo maestoso animale, ma le cifre riguardo alla sua estinzione sono sconfortanti, soprattutto in Sudafrica dove risiede il 75 per cento della popolazione mondiale di questi animali e dove i numeri, solo quest’anno, contano ben 600 rinoceronti uccisi.

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E questa la conclusione alla quale è giunto uno studio della Boston University, guidato dall’italiano Francesco Berna. I resti del fuoco sono stati scoperti in Sudafrica, nella caverna di Wonderwerk e dimostrerebbero che gli antenati dell’uomo usavano il fuoco e sapevano controllarlo 300.000 anni prima di quanto immaginato finora. Il materiale è stato esaminato utilizzando la microspettrometria a infrarossi e i risultati dellle analisi fanno pensare che i materiali (resti vegetali e frammenti di ossa) siano stati bruciati sul posto e non trasportati nella grotta dal vento o dalla pioggia.



I due scheletri fossili rinvenuti in Sudafrica sono due esemplari di Australopithecus sediba, ritenuto uno degli anelli mancanti nella storia evolutiva dell’uomo. Si trattò certamente di una morte traumatica e con una lunga agonia. La femmina adulta e il giovane maschio probabilmente caddero attraverso una fessura nel tetto di una grotta e rimasero vivi per giorni o settimane con poco o niente da mangiare, prima di incontrare finalmente la loro fine. La coppia (quasi sicuramente madre e figlio)sono stati poi ricoperti dalla pioggia in una piscina sotterranea dove si sono in seguito gradualmente solidificati in roccia. Lo sfortunato episodio avvenuto quasi 2 milioni di anni fa ha fornito agli scienziati, unitamente alla conservazione della maggior parte degli scheletri fossilizzati, indicazioni preziose per comprendere di che tipo di creature si trattasse. I ricercatori che li hanno potuti esaminare in dettaglio ritengono che siano diretti antenati dell’uomo moderno. Le antiche ossa sono state estratte da sedimenti che si trovano in una grotta sotterranea a Malapa, a quaranta chilometri da Johannesburg. Il rinvenimento degli scheletri è stato reso pubblico l’anno scorso, ma in una serie di articoli pubblicati giovedì scorso sulla rivista Science, i ricercatori illustrano la prima analisi completa dell’anatomia dei due Australopithecus sediba. Dopo avere esaminato una combinazione di scansioni ad alta risoluzione e misurazioni di precisione del cranio, pelvi, mano e piede, gli autori sostengono che l’ Australopithecus in questione (detto anche scimmia meridionale) sia un antenato immediato dell’Homo erectus, diretto progenitore dell’Homo Sapiens. Lee Burger, un paleoantropologo dell’Università Witwatersrand di Johannesburg che ha guidato lo studio, ha riferito che gli scheletri possedevano un straordinario mix di primitive caratteristiche di tipo scimmiesco e tratti che definiscono gli esseri umani moderni. Almeno altri venticinque animali sono morti accanto a madre e figlio, tra questi tigri dai denti a sciabola, iene, antilopi e una forma primitiva di zebra. Nei dintorni della grotta si trovava una foresta subtropicale alpina, con boschi misti e foreste. L’Australopithecus sediba camminava eretto ed era alto circa un metro e trenta. Aveva un corpo delle dimensioni di quello di uno scimpanzè, lunghe braccia simili a quelle degli oranghi ed era molto abile ad arrampicarsi. Ma altre caratteristiche appaiono nettamente umane: “Il bacino è sagomato come quello umano, ma più lungo, quasi come quello dell’uomo di Neanderthal – ha scritto Lee Burger – le mani sono praticamente identiche alle nostre con dita brevi e un pollice lungo. E poi c’è il cervello”. I ricercatori hanno usato un potente scanner a raggi x che si trova all’European Synchrotron Facility di Grenoble, in Francia, per creare mappe molto dettagliate dell’interno del cranio di uno degli individui. All’interno della testa dell’Australopithecus sediba è stata rilevata l’impronta di un piccolo cervello (solo 420 centimetri cubi di volume) che, però, si stava apparentemente riorganizzando da una struttura primitiva in una forma più moderna. Kristian Carlson, un collega di Burger che ha lavorato sulle scansioni cerebrali, ha detto che alcune aree dell’organo appaiono più sviluppate del previsto. “Ci sono aree sopra e dietro gli occhi che risultano espanse e sono responsabili di più funzioni contemporanee, ragionamento e pianificazione a lungo termine. Queste sono caratteristiche che rispecchiano le differenze esistenti tra gli esseri umani e gli scimpanzé – ha sostenuto Carlson – questa scoperta sconfessa la teoria più diffusa secondo la quale il cervello dei nostri antenati sarebbe cresciuto di dimensioni prima di organizzarsi in maniera analoga a quello dell’uomo moderno”. Esami più approfonditi del cervello, del cranio e della mano suggeriscono che la creatura fosse intelligente a sufficienza da saper maneggiare strumenti e anche comunicare, seppure non verbalmente. Secondo gli scienziati l’Australopithecus sediba era in grado di sorridere, cosa che gli scimpanzé non sanno fare. Se la scoperta dei paleoantropologi sudafricani corrispondesse a verità colmerebbe il divario tra Lucy (che risale a 3.2 milioni di anni fa e rinvenuta in Etiopia) e l’Homo erectus che calpestava il suolo terrestre africano da 1,8 a 1,3 milioni di anni fa e che, con tutta probabilità, ha dato luogo all’uomo moderno.



Charlie, un maschio di scimpanzè, si è spento a 52 anni nello zoo di Mangaung a Bloemfontein (Sudafrica). La peculiarità della scimmia era quella di essere un fumatore abituale. Tutto ebbe inizio quando un visitatore gli lanciò una sigaretta accesa. Per anni, centinaia di persone lo hanno visto fumare tranquillamente nel suo recinto e, poco alla volta, la sua fama è cresciuta. A lungo, I guardiani dello zoo hanno cercato di fargli perdere la cattiva abitudine, nascondendo le sigarette e tentando di dissuadere i visitatori dal fargliene omaggio. I risultati dell’autopsia condotta sull’animale non sono ancora stati resi noti ma, secondo Qondile Khedama, portavoce dello zoo di Mangaung, la morte di Charlie non va imputata al suo vizio, visto che l’animale ha vissuto dieci anni in più rispetto alla vita media degli scimpanzè. La causa di morte più probabile è stata proprio l’età avanzata che ne ha determinato le pessime condizioni di salute nelle qualiversava negli ultimi tempi. Quello di Charlie non è l’unico caso di uno scimpanzè che ha contratto vizi tipicamente umani. Nel febbraio scorso, in Russia, una scimmia della stessa specie è stata sottoposta a un trattamento disintossicante per la sua dipendenza da sigarette e alcol.
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“Gesù era sieropositivo”



Lo ha detto il reverendo Xola Skosana nel corso del sermone tenuto alla chiesa non-confessionale “Way of Life” di Khayelitsha, a poca distanza da Cape Town, in Sudafrica. ” La mia responsabilità, come pastore, è quella di dipingere un Dio che si preoccupa delle persone e che vuole il meglio per loro _ ha dichiarato alla stampa il reverendo – e non un Dio che li giudica e e si vergogna di loro”. Skosana, in seguito al vespaio di polemiche accese dalla sua esternazione, ha precisato di avere detto quelle parole al fine di eliminare la pesante cappa che copre il problema-Aids in Sudafrica, nazione nella quale, ogni giorno, mille persone muoiono per patologie legate al virus Hiv. “Dicono che non si possono conciliare la Bibbia e l’Aids – prosegue Skosana – ma, in molte parti della Bibbia, Dio veste i panni del malato e dell’emarginato”. Il reverendo, che ha perso due sorelle a causa dell’Aids, ha rivolto un invito a tutte le chiese a inserire nei loro sermoni i problemi legati all’Hiv e ad aiutarlo a combattere l’indifferenza e l’ignoranza che circondano la questione nel Paese. Il Sudafrica, infatti, sta ancora combattendo gli effetti degli anni della cosiddetta “negazione dell’Aids” portata avanti dal ex presidente Thabo Mbeki, defenestrato nel 2008, che ritardò la produzione dei farmaci anti-retrovirali per dare retta al suo Ministro della Sanità che suggeriva una cura a base di radici di barbabietola e aglio per combattere l’Aids.

Una difesa per i rinoceronti



Ed Hern, proprietario della Rhino and Lion Reserve nelle vicinanze di Johannesburg, ha deciso di iniettare del veleno nel corno dei rinoceronti nella speranza che questo serva a fermare l’eccidio di questi grandi animali. “l’obiettivo è uccidere o rendere gravemente malato chi consuma la polvere di corno (erroneamente ritenuta un afrodisiaco). Se qualcuno, in Cina, lo mangia e si ammala, non credo che ne compreranno dell’altra” ha detto Hern. A causa della pressante richiesta cinese della preziosa polvere (che può valere fino a 65 mila euro al chilo) ogni settimana vengono uccisi 2/3 rinoceronti. L’idea di Herd è stata criticata dai conservazionisti ma l’uomo sostiene: “Stiamo conducendo un esperimento iniettando quotidianamente poco veleno nel corno di un rinoceronte. Può sembrare scandaloso farlo, ma la cosa veramente oltraggiosa è vedere un rinoceronte morto con il corno segato via”. Questo, per esempio, è quello che è accaduto all’ultimo rinoceronte adulto della vicina Krugersdorp Nature Reserve, dove un cucciolo è stato ritrovato solo e affamato a pochi metri dalla madre uccisa dai bracconieri.



Un gruppo di ricercatori dell’Institute of Human Origins dell’Arizona State University ha scoperto a Pinnacle Point, in Sudafrica quello che potrebbe essere stato il rifugio degli unici esseri umani sopravvissuti all’Era Glaciale 195 mila anni fa. Sono stati ritrovati resti di molluschi e ocra, testimonianza della presenza di umani, in alcune grotte vicino a Pinnacle Point, qualche centinaio di chilometri a est di Città del Capo. Gli studiosi americani sostengono che la ricca vegetazione del luogo abbinata a correnti marine ricche di sostanze nutritive abbia creato una fonte di cibo che alimentò i primi uomini nel corso dei devastanti cambiamenti climatici in corso sulla Terra. Secondo il professor Curtis Marean, a capo della ricerca: “Poco dopo la prima evoluzione dell’Homo Sapiens, il clima rigido ha quasi estinto la nostra specie. Le recenti scoperte suggeriscono che la piccola popolazione che ha dato origine agli attuali uomini sia sopravvissuta sfruttando una combinazione di risorse lungo la costa meridionale dell’Africa”. I resti ritrovati vengono considerati risalenti a 164 mila anni fa se non prima e dimostrano che gli umani che abitavano Pinnacle Point, a discapito delle condizioni proibitive che caratterizzavano il resto del nostro pianeta, vivevano in una terra dell’abbondanza.



Una coppia di turisti, Ralph Motes e Pamela Werner, aveva affittato una barca di 12 metri per compiere una tranquilla crociera nel mare sudafricano. Ma una balena del peso stimato di 40 tonnellate ha deciso di interrompere la loro navigazione saltando sull’imbarcazione. Pamela Werner ha raccontato:” L’avevamo individuata quando era a circa cento metri di distanza e poi, all’improvviso, era proprio dietro di noi. Ho pensato che avrebbe nuotato sotto la barca e invece è saltata fuori dall’acqua. Grazie a Dio lo scafo era di acciaio e non in vetroresina altrimenti non avremmo avuto scampo”. Poco prima dell’attacco, la balena aveva sbattuto la coda sulla superficie dell’acqua in quello che è un classico modo di comunicare tra balene. I due, esperti velisti della Cape Town Sailing Academy, sono tornati precipitosamente in porto. Illesi ma decisamente spaventati.

Maledetti bracconieri



E’ stato ritrovato affamato, disorientato e confuso il cucciolo di nove mesi di rinoceronte. Era a poche centinaia di metri dalla madre, uccisa dai bracconieri nella Krugersdorp Nature Reserve in Sudafrica. Si tratta dell’ennesima uccisione di rinoceronti da parte dei cacciatori di frodo, motivata unicamente dalla richiesta del corno dell’animale, un ingrediente considerato prezioso in gran parte delle medicine tradizionali asiatiche. I bracconieri, da un elicottero, sparano un potente tranquillante al rinoceronte preso di mira e con una sega elettrica tranciano il costoso corno. Non si preoccupano nemmeno di essere certi che il poderoso mammifero sia morto. Di solito l’animale muore per overdose di tranquillanti o dissanguato. La femmina in questione era l’ultima rimasta nell’ area del Krugersdorp Nature Reserve. “Non mi vergogno ad ammettere di avere pianto quando l’ho vista lì per terra” ha detto Japie Moster, ranger veterano della Riserva che ha trovato l’animale morto. Il corno di un rinoceronte adulto pesa mediamente 7 chilogrammi e ha una valutazione di circa 65 mila euro al chilo. Il cucciolo, che si è salvato solo grazie al fatto che il suo corno non è ancora cresciuto abbastanza, è stato messo al sicuro dai ranger del parco.



Domenica scorsa Paul Vlaar, parroco di Obdam, un piccolo centro dell’Olanda settentrionale, ha tenuto una messa dedicata alla nazionale orange che di lì a poche ore avrebbe incontrato la Spagna nella finale dei campionati Mondiali di calcio sudafricani. Il prete indossava un mantello arancione, lo stesso colore del quale era vestita la maggior parte dei fedeli presenti e ha consentito che durante la funzione venissero intonati cori da stadio. La diocesi di Haarlem-Amsterdam ha rilasciato una dichiarazione nella quale si sostiene che Paul Vlaar “sia venuto meno alla sacralità della celebrazione dell’Eucarestia” . Il vescovo Jozef Marianus Punt ha imposto al prete-tifoso un periodo di riflessione con effetto immediato. Forse anche a causa del fatto che le preghiere non hanno ottenuto l’effetto sperato. Chissà cosa sarebbe successo se l’Olanda avesse vinto i Mondiali.