Category: Scienza



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Ebbene sì, la scienza si occupa anche di cose frivole e i ricercatori tedeschi della Bielfeld University hanno deciso di individuare le regole psicologiche per aggiudicarsi per primi una consumazione in un locale affollato. Per studiare l’arte di farsi servire per primi hanno poi utilizzato un robot dal nome James. Questione di posizione per prima cosa, ma anche di come ci si pone davanti allo staff. Senza dimenticare che al bar, come in un ufficio, le regole sociologiche che governano le interazioni sociali non sono poi così diverse.

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Chi l’ha detto che uno scienziato deve per forza occuparsi di cause serie ed essere noioso? C’è anche chi, con un background professionale di tutto rispetto, trascorre ore e ore in un laboratorio per dimostrare chimicamente il perché le cipolle fanno venire da piangere.
L’EFFETTO TRAVIATA NEL POST-TRAPIANTO ECC – I topi che hanno subito un trapianto cardiaco e ascoltano l’opera (in particolare Mozart e La Traviata di Verdi) sopravvivono più a lungo, gli scarabei stercorari si orientano seguendo la Via Lattea e gli ubriachi si sentono più belli: queste sono infatti solo alcune delle scoperte scientifiche più deliranti e bizzarre premiate con risate e applausi agli Ig Nobel e remunerate con un lauto assegno del valore di mille miliardi di dollari dello Zimbawe (l’equivalente di circa quattro dollari americani).
IG NOBEL – Sì perché non è detto che la scienza debba essere necessariamente tediosa e composta ed esistono anche studi che strappano più di un sorriso. “Science is funny” (la scienza è divertente), o quantomeno talvolta riesce ad esserlo: parola di Marc Abrahams, organizzatore e ideatore del premio scientifico più divertente che ci sia.
Alla Ig Nobel Ceremony, che si tiene alla Harvard University, vengono premiate tutti gli anni le ricerche più improbabili nel campo di alcune categorie che ricalcano (con qualche eccezione) quelle tradizionali (medicina, scienza, psicologia, fisica, chimica, astronomia, ingegneria, archeologia, pace e calcolo delle probabilità), in un tripudio di aeroplanini di carta che volano nelle prestigiose stanze. A consegnare il goliardico riconoscimento sono stati due Nobel in carne e ossa, ovvero Eric Maskin e Roy Glauber, rispettivamente vincitori nel 2007 e nel 2005 del premio Nobel (quello serio) per l’Economia e per la Chimica.
ALTRI ESEMPI – Oltre alla scoperta del team cino-nipponico sui roditori che ascoltano l’opera, quella francese sulla bellezza negli occhi dell’ubriaco e quella svedese sugli scarabei e la Via Lattea, si possono trovare altre ricerche, svolte a onor del vero seguendo tutte le regole della ricerca scientifica, su terroristi impacchettati come salami, topi ragno bolliti e poi ingeriti, ossa comprese (categoria Archeologia), cipolle foriere di lacrime (categoria Chimica) e uomini in grado di camminare su uno specchio d’acqua (a patto che sia sulla Luna). In particolare quest’ultimo studio, premiato nella categoria Fisica, vanta un autore italiano, Alberto Minetti, che con un team internazionale ha voluto dimostrare, con tanto di equazioni e raffinati modelli matematici, come taluni individui abbiano la capacità (in ambienti con scarsa gravità e non sul nostro pianeta), un tempo appannaggio solo di Gesù Cristo, di camminare sulle acque. Non finisce qui la carrellata delle scoperte farneticanti, via via sempre più ai confini della realtà. L’IG Nobel per la pace (Obama Award) va al presidente della Bielorussia, Alyaksandr Lukashenka, che ha severamente vietato di applaudire in pubblico, e alle forze dell’ordine che in ottemperanza del vaneggiante divieto hanno arrestato un uomo con un solo braccio (e non è una barzelletta politicamente scorretta, ma la cruda verità). I ricercatori tailandesi si sono invece occupati di come riattaccare il pene a un uomo evirato dalla moglie (ricordate il caso di Lorena Bobbit?) e per finire arriva il Probability Prize, riconoscimento attribuito a un’équipe di ricercatori scozzesi che ha scoperto le possibilità che ha una mucca di alzarsi dopo essere stata molto tempo seduta. Arrivando alla conclusione che per il bovino sarà tanto più faticoso alzarsi quanto più è stato sdraiato. Non contenti della lapalissiana scoperta i ricercatori scozzesi hanno anche aggiunto un corollario che suona più o meno così: “è impossibile prevedere quando la mucca tornerà a sedersi”. Non a caso lo slogan della manifestazione parla dei premi che “prima fanno ridere e poi fanno pensare”. Ogni scienziato, al momento della premiazione, ha sessanta secondi di tempo per spendere poche parole sulla propria intuizione. E se sfora arriva sul palco una bimba di otto anni che avverte: “Fermati, mi sono annoiata” (Please stop, I’m bored).


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L’appello viene dall’acquario dello Zoo di Londra che cerca disperatamente una femmina per combattere l’estinzione di una specie marina dal nome Mangarahara cichlid, originaria del Madagascar, di cui esistono solo più tre esemplari in tutto il mondo. Il problema è che tutti i pesci esistenti di questa razza sono maschi. Oltre ai due maschi dello Zoo londinese ne esiste uno a Berlino, ma il pesce tropicale è quasi estinto.


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Le lingue si imparano da giovani. Questa è una sacrosanta verità, ma per giovani si intende ormai già dentro il pancione della mamma. Secondo una ricerca americana e svedese i bimbi infatti già dentro la pancia riconoscono i suoni della mamma e familiarizzano con le parole iniziando già un processo di apprendimento del linguaggio nel corso delle ultime dieci settimane di gestazione. Gli studiosi hanno sottoposto un campione di 40 bimbi neonati di appena 30 ore a differenti suoni in differenti lingue e i piccoli si sono dimostrati in grado di distinguere i suoni di una lingua sconosciuta da quelli appartenenti alla loro lingua madre.


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Sono embrioni destinati alla fecondazione artificiale, ma tanti, tantissimi tra loro, finiscono molto più semplicemente nella spazzatura. Le cifre sono state diffuse dalla Human Fertilization and Embryology Authority (HFEA) che parla, in un periodo di 21 anni, di milioni di embrioni inutilizzati e sprecati nella cosiddetta IVF. Per ogni donna che concepisce un bambino utilizzando la IVF vengono creati 15 embrioni e molti saranno gettati via.



Un team dell’Instituto Universitario Mixto de Biología Molecular y Celular de Plantas di Valencia ha messo a punto un particolare tipo di geranio che non produce polline e quindi può coesistere con chi soffre di allergia. Attraverso la manipolazione genetica, gli scienziati spagnoli hanno inserito nella pianta due nuovi geni: uno si occupa di distruggere le antere del fiore (produttrici di polline) e l’altro ha un effetto anti-invecchiamento. I fiori e le foglie sono più piccoli di quelli delle piante normali.



I ricercatori della Bristol University hanno effettuato uno studio su 159 persone, giungendo alla conclusione che la gente beve più velocemente da un bicchiere curvo che da uno dritto. In particolare per quanto riguarda la birra è stato osservato che per berne mezza pinta i volontari dotati di bicchiere curvo impiegavano circa sette minuti, mentre quelli con il boccale diritto ne utilizzavano ben undici. Dunque se non si vuol eccedere meglio un bicchiere dritto. Sempre tenendo presente che, come sostiene un altro studio, promosso dalla Boston University School of Medicine, uomini e donne rispondono in maniera differente infatti alla dipendenza dall’alcol e in queste ultime la materia grigia compromessa dai bicchieri di troppo si ricostituisce molto più velocemente. L’esperimento è stato fatto con tecniche di brain-imaging, monitorando i cambiamenti cerebrali di un gruppo di alcolisti di entrambi i sessi e comparandoli con un gruppo numericamente uguale di non alcolisti.



Dmitry Itskov, trentunenne imprenditore russo, promette, ma solo a chi è in grado di pagare per la fantascientifica tecnologia, l’immortalità. Il suo progetto si chiama Avatar e prevede l’impianto del cervello umano in un robot. L’iniziativa, che dovrebbe giungere a compimento entro il 2045 e che coinvolge trenta scienziati provenienti da tutto il mondo, si dovrebbe svolgere in quattro fasi. La prima riguarda la creazione di robot che possano essere guidati dalla mente umana, la seconda la costruzione di automi in grado di ospitare fisicamente un cervello, la terza il caricamento del contenuto della mente in un robot e infine la sostituzione degli automi con ologrammi.



Quattro farmaci tutti insieme in un’unica pillola: questa è la promessa di un farmaco che, se supererà anche la fase finale della sperimentazione, sarà immesso sul mercato a breve. Si chiama Quad,d è prodotta al colosso farmaceutico Gilead e ha già ricevuto il parere favorevole dalla Food and Drug Administration, pur aspettando l’ok finale previsto per agosto. Il valore aggiunto di questo farmaco è quello di contenere 4 principi attivi in un’unica compressa, semplificando molto l’assunzione dei medicinali che nei malati di Aids, soggetti chiaramente a una terapia a vita, è un valore importante. Il Quad infatti comprende un inibitore di integrasi, che impedisce la duplicazione del virus, due anti-retrovirali (emtricitabina e tenofovir disoproxil fumarato) e il cobicistat, una sorta di amplificatore dell’efficacia degli altri farmaci. Il Quad non è il primo a contenere l’inibitore di integrasi perché in commercio esiste già il Raltegravir, ma è la prima pillola che contiene tutto in un’unica soluzione. Una ricerca pubblicata su The Lancet riporta i risultati della ricerca riguardo la sua somministrazione, avvenuta paragonando i risultati raggiunti con questo medicinale rispetto a quelli raggiunti con l’Atripla (contenente tre principi attivi e dal 2006 utilizzato nella terapia standard per l’Hiv).

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Per 70 anni i coltivatori di pomodori hanno cercato di ottenere frutti rossi in grado di attrarre i consumatori, ma ora uno studio della University of California – Davis pubblicato su Science sostiene che puntare sulla colorazione conduca alla disattivazione di un gene usato nella fotosintesi, fatto questo che causa una diminuzione degli zuccheri presenti nel pomodoro e una conseguente perdita di gusto.