Category: Entertainment



casa_prateria
Cos’è una casa di fronte a un incendio che si sta mangiando vorace intere foreste? Nulla probabilmente, ma se la casa in questione è La casa della prateria, storica serie televisiva che ha intrattenuto una generazione, la sensazione è che quel fuoco stia divorando anche un pezzo di memoria.
E’ stata un’icona per la generazione anni ottanta ed è la casa in cui si svolgeva la serie televisiva delle tre sorelline nella prateria, “la casa che cresceva di notte, come i funghi che trovavamo nel bosco e che un bel giorno fu tutta lì, pronta ad accoglierci”. Ma ora brucia. L’incendio boschivo nello Stato americano della California, scatenato nella zona del Parco nazionale dello Yosemite, starebbe infatti minacciando anche l’iconica casa di Little house on the prairie. La casa nella prateria fu prodotta tra il 1974 e 1983, in 203 episodi e fu ispirata alla serie di romanzi dal titolo originale Little House (La piccola casa nella prateria), opera del 1943-1945 della scrittrice statunitense Laura Ingalls Wilder.


11september
L’iniziativa è del compositore Jake Heggie, musicista che ha deciso di trasformare le storie delle vite perse nel tragico attentato in canzoni, per commemorare la triste ricorrenza. “Here/after (songs of lost voices)” : questo sarà il titolo del nuovo album che arriva ben dodici anni dopo quel giorno, convertendo tante storie in canzoni. Una delle canzoi si chiama Pieces of 9/11 e come spiega lo stesso compositore converte alcune storie di vita in una musica struggente. Che forse, senza sapere i pezzi di storia che si nascondono dietro, non sarebbe così struggente.



Sorkin, già premiato con l’Oscar per “The Social Network”, sta lavorando per riadattare cinematograficamente la biografia dello scomparso fondatore di Apple scritta da Walter Isaacson. A rivelarlo sono stati i vertici di Sony Pictures Entertainment, che produrrà il film. “La storia di Steve Jobs è unica – ha dichiarato Amy Pascal, a capo di Sony Pictures – Jobs è stato uno degli uomini più influenti e rivoluzionari di tutti i tempi. Non c’è sceneggiatore di Hollywood migliore di Aaron Sorkin per catturare una vita così straordinaria. Sappiamo che nelle sue mani il film sarà tutto ciò che è stato Jobs: divertente, accativante e magnetico”



Il popolare attore e regista americano finisce di nuovo nel mirino per il suo antisemitismo. Questa volta ad accusarlo è lo scrittore Joe Ezsterhas (autore di Basic Istinct) che imputa a Gibson di avere rifiutato la sua sceneggiatura per il film “The Maccabees” (incentrato su quello che viene considerato uno dei più grandi guerrieri della storia ebraica, Giuda Maccabeo) perché “odia gli ebrei”. Ezsterhas ha inoltre riferito di colloqui con Gibson, durante i quali la star hollywoodiana avrebbe usato termini dispregiativi nei confronti degli ebrei. Inoltre, sempre secondo lo scrittore di origine ungherese, il protagonista di Braveheart avrebbe anche detto che John Lennon meritava di essere ucciso. Nel 2004 Gibson era stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e, dopo avere chiesto all’agente se fosse ebreo, si era lasciato andare a una serie di insulti contro il popolo di Mosè. In seguito aveva addebitato le sue parole al proprio problema con l’alcol. In questo caso invece l’attore ha risposto alle accuse tramite una lettera nella quale ha sostenuto che “la sceneggiatura è stata rifiutata soltanto perché non era piaciuta e per nessun’altro motivo” e negando decisamente le affermazioni che gli vengono attribuite da Ezsterhas.



Si tratta di uno dei segreti meglio custoditi della tv: dove si trova Springfield, città natale della famiglia Simpson e luogo nel quale si svolgono le loro deliranti peripezie? Dal 1989, anno della prima serie del cartone animato, in molti si sono chiesti a quale delle trentaquattro Springfield presenti sul territorio statunitense si fosse ispirato Groening. Ed è stato proprio l’ideatore del longevo cartoon a raccontare allo Smithsonian magazine quale fosse la vera città che ha in mente mentre disegna le storie della famiglia più gialla del mondo: Springfield, Oregon, che si trova a soli 160 chilometri da Portland, dove Groening è cresciuto. La stessa famiglia Simpson ha spesso contribuito a generare confusione sull’esatta posizione della città (cosa che può far pensare che anche quest’ultima “rivelazione” sia la prosecuzione di un lungo scherzo). “Ogni volta che qualcuno mi dice che Springfield è in Ohio o in Massachussets o in qualunque altro Stato – ha dichiarato Matt Groening – io gli do sempre ragione”. In un episodio della serie Lisa, l’intellettuale di famiglia, indica la città su una mappa, ma la visuale del pubblico è oscurata dalla testa di Bart. Sembra comunque che la connessione tra Springfield, Oregon, e i Simpson fosse venuta fuori nel 2007 quando Groening visitò la città subito prima dell’uscita del film dedicato a Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie.



Il regista canadese è appena tornato dalla sua spedizione solitaria sul fondale marino più profondo della Terra. Cameron ha impiegato più di due ore per percorrere gli undici chilometri che lo separavano dal fondo dell’oceano che ha avuto l’opportunità di esplorare, e ovviamente filmare, per circa tre ore. Si è trattato della seconda esplorazione umana del punto più profondo del mare, situato nell’Oceano Pacifico occidentale. La prima venne condotta nel 1960 dall’americano Don Walsh e l’oceanografo svizzero Jacques Piccard, che si soffermarono sul fondale per soli venti minuti. Il duo americano/elvetico però riuscì a vedere ben poco di ciò che lo circondava a causa dell’atterraggio troppo brusco che sollevò il limo dal fondo marino, immergendolo nel buio. Prima della sua immersione il regista di Titanic e Avatar ha dichiarato. “Sono cresciuto con una costante dieta a base di fantascienza mentre c’erano persone che stavano vivendo una realtà da fantascienza. Uomini che andavano sulla Luna e Jacques Cousteau che esplorava gli oceani. Questa era ciò mi piaceva da bambino”. Cameron ha trascorso parte degli ultimi anni lavorando in gran segreto con un team di ingegneri alla costruzione del veicolo sottomarino Deepsea Challenger ( lungo circa sette metri e con un peso di undici tonnellate), definito una sorta di “siluro verticale” in grado di fendere l’acqua in modo da consentire una discesa molto veloce. Il piccolo compartimento nel quale ha trovato posto il regista è rivestito in acciaio e può resistere a una pressione di mille atmosfere. Il resto del Deepsea Challenger è fatto di una sostanza chiamata schiuma sintattica, un elemento solido costituito da microbolle cave, in grado di fornire al natante una galleggiabilità sufficiente a fare ritorno in superficie. Inoltre il sottomarino è equipaggiato con così tante luci e telecamere da potere essere definito come uno studio televisivo sottomarino, diretto dallo stesso Cameron che intende produrre un documentario sulla sua spedizione. Infine il Deepsea Challenger è dotato di braccia robotiche grazie alle quali è stato possibile raccogliere campioni di rocce e di limo che un team di ricercatori analizzerà alla ricerca di nuove specie. Si ritiene che sul fondo dell’Oceano Pacifico ci siano all’incirca 750 mila specie marine non ancora catalogate dalla scienza, tre volte in piu’ di quelle che già si conoscono.La spedizione sottomarina è stata finanziata dallo stesso Cameron in partnership con Rolex e National Geographic.
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Emil Malak, canadese di di Vancouver, ha dato tempo fino a giovedì al regista James Cameron e alla casa di produzione 20th Century Fox per pagare 100 milioni di dollari come risarcimento della presunta violazione del copyright di un suo lavoro originale, Terra Incognita, che l’uomo sostiene sia stato saccheggiato nella realizzazione della sceneggiatura del blockbuster Avatar. Malak sostiene che Cameron abbia preso in prestito quarantacinque elementi (compresi i nomi dei personaggi, il loro aspetto fisico, il pianeta blu e un Albero della Vita molto simile all’Albero delle Anime del film) dal suo Terra Incognita, scritto nel 1997. L’autore canadese ha raccontato di avere scritto la storia per i propri figli e, convinto dalla qualità della propria opera, di avere spedito una copia di Terra Incognita alla società di James Cameron, Lighstorm Entertainment, nel 2002. Già due anni fa, Malak aveva intentato una causa per violazione dei diritti d’autore contro 20th Century Fox ma la Corte suprema statunitense aveva lasciato cadere il procedimento poiché i legali della casa cinematografica avevano dichiarato di potere produrre le prove del fatto che il copione di Avatar fosse stato scritto nel 1996. Ma le prove non sono mai state esibite e quindi in questi giorni la causa è di nuovo all’esame di un tribunale, questa volta quello della Corte federale di Vancouver, al quale l’uomo chiede di riconoscere il danno da lui subito. Se i giudici gli daranno ragione, Emil Malak otterrà ben più dei cento milioni di dollari richiesti poiché gli spetterà anche una parte dei profitti che realizzeranno i due sequel già pianificati di Avatar. La pellicola del 2009 di James Cameron è stata la prima a superare i due miliardi di dollari di incassi al botteghino. Malak ha creato un sito web per consentire al pubblico di confrontare il suo Terra Incognita con la storia e i personaggi del ben più famoso Avatar e raccontare la sua verità.



Benjamin Mee è uno scrittore freelance che nel 2006 ha acquistato uno zoo fatiscente nel Devon per utilizzarlo come casa per l’anziana madre. Ma poco alla volta, e nonostante l’assoluta inesperienza, l’uomo si è affezionato agli animali e con l’aiuto di familiari e amici ha deciso di ripulire il piccolo zoo (dove vivono leoni, tigri, orsi, rettili e scimmie tra gli altri) e riaprirlo. Inoltre l’uomo ha scritto la storia dell’operazione (We Bought A Zoo) facendone un best seller. Ora arriva la consacrazione di Hollywood, dove è stato girato un film, diretto da Cameron Crowe e interpretato da Matt Damon e Scarlett Johansson, basato sul libro del signor Mee.



Fortunatamente si tratta soltanto del solito scherzo. Ieri un utente filippino, tal Michael Robert Meras, ha iniziato a spargere la voce su Twitter che Rowan Atkinson fosse morto, causando addirittura la correzione della sua scheda su Wikipedia, alla quale è stata aggiunta la data della morte di Mr.Bean. Migliaia di persone hanno espresso le proprie condoglianze sull’hash tag #RIP Rowan Atkinson, salvo scoprire qualche ora dopo che si trattava di una notizia assolutamente infondata. La pratica di annunciare morti famose è piuttosto diffusa su Twitter e tra le “vittime” precedenti ci sono stati anche Charlie Sheen, Adam Sandler, Eddie Murphy e Morgan Freeman.



L’attore americano si è aggiudicato ben 11 nomination per i poco ambiti Golden Raspberry Awards (noti anche come Razzie Awards, di fatto il contrario degli Oscar. To razz significa infatti prendere in giro, spernacchiare). Le onoreficienze verranno consegnate il prossimo primo aprile a Los Angeles dalla Raspberry Foundation e Sandler con i suoi film Jack & Jill e Mia Moglie per Finta rischia di stabilire un nuovo record. L’attore newyorchese infatti in Jack & Jill interpreta anche il ruolo femminile, per il quale è candidato al premio nella categoria “peggior attrice protagonista”. Tra gli altri nominati Katie Holmes, Al Pacino (entrambi presenti in Jack & Jill) e Nicholas Cage.