Un tempo Ndakasi era stata felice con la sua mamma e il suo papà, si sentiva al sicuro dai bracconieri e dai commercianti, insomma, si sentiva al sicuro dagli uomini. Ma un giorno, come accade in ogni momento a migliaia di cuccioli di animali o di uomo, rimase sola al mondo. Per fortuna incontrò Andre, un essere umano destinato a diventare il suo papà. Anzi, la sua mamma.

Commercianti illegali di carbone e di legna: secondo le ipotesi che fa la gente del posto ci sarebbero loro dietro la sparatoria che nel 2007 ha coinvolto un’intera famiglia di gorilla di montagna chiamata Rugendo. Nella sparatoria c’era anche la madre di Ndakasi, alla quale la piccola gorillina di un paio di chili si è appoggiata disperatamente.
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Quando i rangers del Virunga National Park, nella Repubblica democratica del Congo, hanno trovato Ndakasi, la cucciola era ancora aggrappata alla sua mamma. Destino ha voluto che sia stato il ranger Andre Bauma a recuperare la piccola e a provvedere alle sue prime necessità. Da lì in poi nulla è mai più stato come prima e Ndakasi è diventata come una figlia. A voler essere proprio precisi Andre più che un papà è per quella piccola di gorilla di montagna una mamma. L’ha sfamata, coccolata, protetta e lavata e continua a farlo da sette anni. Condivide il letto con lei e gioca con lei forse più che con i figli umani. Dal canto suo Ndakasi gli restituisce un universo che Andre Bauma ha deciso di raccontare alla Bbc in un lungo articolo in cui racconta del suo amore corrisposto, di un rapporto fatto di profonda intesa e conoscenza, che arriva a capire le sfumature emotive persino dal timbro di voce di questi primati. Condividono con l’essere umano il 97 per cento del codice genetico, ma non è solo questo che fa di queste creature degli esseri così speciali. Sono evoluti certo e molto intelligenti, ma sono anche incredibilmente antropomorfi nell’aspetto, nel modo in cui giocano e si abbracciano, si accudiscono, si amano o fanno ginnastica sugli alberi. E poi sono rari, e dunque preziosi, miti ma fieri, belli e maestosi, empatici. Sono gorilla di montagna. Bisogna conoscerli per capirne l’anima e nell’attesa di questo sogno possibile si può vedere Gorilla nella nebbia per provare a immaginare.
Oggi Bauma guida un orfanotrofio per gorilla, nei pressi del parco di Rumangabo. Ndakasi è stata la prima piccola ospite di questo ricovero, ma presto si sono aggiunti
Ndeze, altro membro della Rugendo family, Maisha, Kaboko (morto nel 2012) e Matabishi.
I gorilla di montagna sono una specie protetta e al mondo ne esistono meno di 800 esemplari suddivisi in due popolazioni, una nel Parco nazionale impenetrabile di Bwindi, in Uganda, e l’altra in una piccola zona presso il triplo confine di Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, il Virunga Park. La popolazione dei gorilla di montagna del Parco nazionale di Virunga è in crescita e conta attualmente circa trecento esemplari.

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