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Da anni si sente parlare dell’innalzamento delle acque marine dovuto allo scioglimento dei ghiacci polari, ora dopo anni passati tra allarmismi e visioni catastrofiche grazie a una ricerca condotta in collaborazione tra Nasa ed Esa, pubblicata su Science, viene quantificato l’innalzamento dei mari che negli ultimi vent’anni è stato di 11 millimetri. Capogruppo delle aree geografiche con il maggiore scioglimento dei ghiacci è la Groenlandia.



Gli scienziati del progetto Operation Ice Bridge della NASA stanno monitorando una gigantesca frattura che si sta formando alla base di un ghiacciaio antartico (Pine Island) poichè ritengono che presto si staccherà dalla montagna un iceberg delle dimensioni della città di New York (la superficie sulla quale sorge la metropoli statunitense è di 1.214 chilometri quadrati). Gli esperti hanno dichiarato di avere notato la spaccatura il 14 ottobre scorso durante le operazioni di mappatura del ghiacciaio di Pine Island, effettuate con un aereo che volava a bassa quota. Secondo le stime degli esperti della Nasa, la frattura (lunga circa 18 chilometri e con un’ampiezza media di circa 260 metri) si allarga di quasi due metri al giorno. Il ghiacciaio di Pine Island viene chiamato “il ventre molle dell’Antartide” ed è in costante assottigliamento. Ma secondo la Nasa questo tipo di fessurazione avviene naturalmente ogni dieci anni e non è legato al riscaldamento globale. In base alle previsioni dei tecnici americani l’iceberg potrebbe staccarsi verso la fine di quest’anno o all’inizio del 2012.


Il Telegraph pubblica oggi la classifica delle dieci teorie di cospirazione più discusse e diffuse del pianeta.
1 – 11 settembre 2001
Gli attacchi aerei contro le Twin Towers e il Pentagono dell’11/9 vennero apertamente rivendicati da Al Qaeda ma, ciononostante, si avviarono numerose investigazioni ufficiali e ufficiose sul crollo del World Trade Center di New York. La conclusione alla quale giunsero l’indagini fu che i grattacieli erano precipitati al suolo per cedimenti strutturali. Una delle teorie più diffuse sostiene che il governo americano fosse a conoscenza dell’imminente attacco e non abbia fatto nulla per impedirlo, intendendo anzi sfruttarlo come pretesto per innescare la guerra in Medio Oriente. Secondo un gruppo che si fa chiamare 9/11 Truth Movement, invece, il Pentagono non fu colpito da un aereo e il Wtc non avrebbe potuto crollare per il solo impatto degli aerei e lo sversamento del loro carburante. Molti testimoni, tra questi pompieri poliziotti e gente comune, hanno riferito di avere sentito delle esplosioni provenire da vari punti degli edifici, comprese le fondamenta, mentre gli aeroplani si schiantavano. La commissione governativa statunitense che si occupa del caso viene considerata, da chi ritiene che si sia trattato di una cospirazione, come la dimostrazione del coinvolgimento del governo nell’attentato. Numerose riviste scientifiche hanno bocciato tutte queste ipotesi.
2 – L’omicidio di John Fitzgerald Kennedy
Ufficialmente, il 22 novembre 1963 il presidente americano venne ucciso da Lee Harvey Oswald (a sua volta assassinato da Jack Ruby, mentre era in custodia alla polizia), ma nel corso degli anni molte ombre inspiegabili hanno reso difficile comprendere che cosa sia veramente accaduto. La commissione Warren, che presiedeva le indagini, concluse che l’omicida del presidente avesse agito da solo. Ma dalle immagini registrate da Abraham Zapruder in quel giorno di novembre i colpi sparati all’indirizzo di Kennedy sembrerebbero quattro (e non tre come affermò la commissione) e uno in particolare proveniva da una direzione completamente diversa da quella delle pallottole sparate da Oswald. Nel 1979, la House Select Committee on Assassinations (Hsca) definì le indagini del Fbi e della commissione Warren seriamente difettose e, sottolineando la probabilità che si trattasse di una cospirazione, ammise che i colpi furono quattro. Negli anni successivi vennero svolti numerosi studi sull’accaduto e, in particolare, uno redatto dalla National Academy of Science americana contestò le modalità attraverso le quali la Hsca era giunta alle sue conclusioni.
3 – Roswell
Il 7 luglio 1947 “qualcosa” cadde dal cielo precipitando a Roswell (Nuovo Messico) e, nell’immediato, furono le stesse autorità militari intervenute sul luogo a definirlo un disco volante. Numerosi testimoni parlarono di resti metallici sparsi per un ampio raggio e vi fu anche chi disse di avere visto l’Ufo in volo, prima dello schianto. Nel corso degli anni, si sono aggiunte nuove testimonianze che sostenevano nuovi dettagli rilevanti come lo svolgersi di un’ampia azione militare mirata a raccogliere le parti della presunta navicella e i suoi occupanti alieni. Il tema della cospirazione venne alimentato proprio dall’esercito americano poichè dopo avere chiaramente parlato di dischi volanti in poche ore passarono a definirli semplici palloni metereologici. Un’indagine dell’Office of the Secretary of the Air Force ha concluso, nel 1995, che i rottami rinvenuti a Roswell erano quelli di un progetto governativo segreto chiamo Project Mogul. Si trattava di palloni da alta quota in grado di individuare le onde sonore prodotte dai test missilistici e atomici dell’Unione Sovietica.
4 – Il falso allunaggio dell’Apollo 11
Questa teoria sostiene che la Nasa abbia ingannato intenzionalmente l’opinione pubblica, facendo credere che l’uomo fosse arrivato sulla Luna, utilizzando trucchi e sotterfugi di ogni genere. I sostenitori del complotto basano la propria teoria sulle fotografie della superficie lunare dove si vedrebbero fotocamere parzialmente nascoste dietro le rocce, uno strano movimento della bandiera piantata da Buzz Aldrin, la mancanza di stelle nel cielo e un’anomala variazione delle ombre. Tutte queste prove sono state ripetutamente smentite da numerosi esperti.
5 – Gli Illuminati e il nuovo ordine mondiale
Si tratta di una setta che riunirebbe in sé potenti gruppi segreti politico-finanziari con l’obiettivo di governare il mondo attraverso un unico governo. All’azione degli Illuminati vengono ascritti molti eventi storici mirati a creare un nuovo ordine mondiale. Il gruppo userebbe la politica finanziaria, l’ingegneria sociale, il controllo della mente e una propaganda intimidatoria per raggiungere i propri scopi. Organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea, gli Stati Uniti d’America e la Nato vengono considerate dai sostenitori del complotto come i principali attori del Nuovo Ordine Mondiale.
6 Elvis Presley inscenò la sua morte
A partire dai giorni successivi alla morte del Re del rock’n’roll (avvenuta nel 1977) iniziò a diffondersi la voce che si fosse trattato di una messa in scena. Le ragioni della falsa morte vennero spiegate nei modi più svariati. Elvis fu visto vivo e vegeto in varie parti del mondo (accadde lo stesso per Jim Morrison e Kurt Cobain, ma anche per Hitler e Osama bin Laden) e il maggiore indizio che i complottisti additarono come una vera e propria prova fu che sulla lapide della tomba di Presley il suo secondo nome Aron fosse scritto Aaron. La forma giusta, cosa che pochi sapevano, era proprio quella sulla tomba di Elvis che lo aveva modificato in Aron per ricordare il suo gemello, morto alla nascita, Jesse Garon Presley.
7 – Shakespeare non era Shakespeare
I teorici della cospirazione ritengono che dietro il nome di William Shakespeare si possa essere nascosto Francis Bacon oppure Christopher Marlowe o William Stanley o ancora Edward deVere. Ciò sul quale tutti concordano è che non vi è nulla che provi che l’attore e uomo d’affari conosciuto come Shaksper di Stratford sia l’autore delle opere che gli vengono attribuite. Le poche notizie biografiche di William Shakespeare hanno alimentato queste ed altre teorie.
8 – Paul McCartney è morto
La leggenda vuole che sir Paul sia morto in un incidente stradale nel 1966 venendo poi rimpiazato da un sosia. Le prove sarebbero celate in numerose canzoni e copertine dei dischi dei Beatles. Canzoni suonate al contrario, strani riferimenti contenuti nei testi, e fotografie (la più famosa è quella di copertina dell’lp Abbey Road, nella quale i quattro Fab Four attraversano la strada e Paul McCartney è l’unico a piedi nudi) sono i fragilissimi fondamenti delle varie teorie.
9 – Harold Wilson era un agente del Kgb
James Harold Wilson (1916 – 1995) è stato un politico britannico, esponente del Labour Party, che ha ricoperto per due volte la carica di Primo Ministro del Regno Unito. Un disertore russo, Anatoliy Golitsyn, fu il primo a indicare nel Primo Ministro inglese un agente dei servizi segreti sovietici. Sostenne anche che il Kgb fosse dietro l’omicidio del leader dei Labouristi, Hugh Gaitskell, compiuto per favorire l’ascesa al vertice di Wilson. In seguito, un ex ufficiale del MI5, Peter Wright, scrisse nelle proprie memorie che al tempo della sua attività spionistica gli erano giunte voci sull’appartenenza di Wilson al Kgb. Nel corso della trasmissione della Bbc del 2006 The Plot Against Harold Wilson è stato svelato che nel 1974 l’esercito inglese era sul punto di mettere in atto un colpo di stato e che lo stesso Primo Ministro, in entrambi i suoi mandati, aveva temuto il sabotaggio da parte dei servizi segreti inglesi
10 – Il virus dell’Aids è stato creato in laboratorio
Il principale sostenitore di questa teoria è il dottor William Campbell Douglas che accusa la World Health Organisation di avere progettato nel 1974 un virus killer per poi testarlo con successo in Africa. Altri ritengono che l’Hiv sia stato messo in circolazione dalla Cia o dal Kgb con lo scopo di ridurre la popolazione mondiale.



Un astrobiologo del Marshall Space Flight Centre della Nasa, Richard Hoover, ha dichiarato di avere ritrovato un batterio “alieno” in un tipo di meteorite piuttosto raro (CI1 o condriti carbonacee, dei quali sulla Terra sono stati ritrovati soltanto nove esemplari), sostenendo che questa minuscola forma di vita extraterrestre spiegherebbe come è iniziata la vita sul nostro pianeta. “Io interpreto questo ritrovamento come un indicatore del fatto che la vita è distribuita in maniera più ampia nel cosmo e non è legata esclusivamente alla Terra. – spiega Hoover – Questo campo di studi è stato appena sfiorato perchè molti scienziati sostengono che sia impossibile. L’aspetto più rilevante è che alcuni dei batteri sono riconoscibili e molto simili a specie che vivono sulla Terra, mentre altri sono piuttosto strani e non siamo stati in grado di identificarli. Li ho mostrati a numerosi esperti che sono rimasti perplessi”. L’indizio principale che indica il batterio come una forma di vita aliena è determinato dal fatto che nel corso della ricerca, pubblicata sull’ultima edizione del Journal of Cosmology, sono stati identificati dei resti biologici che non contenevano azoto, elemento presente in tutti gli organismi viventi conosciuti. “Se qualcuno mi può chiarire come sia possibile che un fossile biologico dell’età di soli 150 anni sia privo di azoto – ha detto Richard Hoover – sarei veramente interessato ad ascoltarlo. Ho parlato di questo con molti scienziati e nessuno è stato in grado di fornirmi spiegazioni”. L’editore del Journal of Cosmology, Rudy Schild ha deciso, vista la natura controversa della scoperta, di invitare cento esperti della materia e cinquemila scienziati a esaminare lo studio dell’astrobiologo della Nasa e a esprimere le loro valutazioni”.



Alle 11.09 (ora italiana) di venerdì scorso l’agenzia spaziale americana (Nasa) ha lanciato il satellite Glory che avrebbe dovuto, una volta in orbita, raccogliere dati su vari fattori che influenzano il clima del nostro pianeta. Ma tre minuti dopo il decollo i dati telemetrici in mano ai controllori del volo indicavano la presenza di un problema. Un satellite viene lanciato grazie all’uso di un razzo che lo trasporta fino a lanciarlo alla massima velocità verso il limite dell’atmosfera terrestre. Una parte del razzo (quella che copriva Glory sulla rampa di lancio) avrebbe dovuto staccarsi, ma questo, per ragioni non ancora accertate, non è avvenuto, causando un aumento del peso del “convoglio” e una diminuzione della sua velocità. “Tutti i dati in nostro possesso ci dicono – ha dichiarato il direttore del lancio Omar Baez – che il satellite e il missile sono da qualche parte nell’Oceano Pacifico meridionale”. Il razzo utilizzato per il decollo, il Taurus XL, è stato usato nove volte dalla Nasa nelle proprie missioni: a partire dal 1994 per sei volte ha volato con successo ma in tre occasioni, compresa quella odierna, ha fallito. In realtà si è trattato del secondo tentativo da parte dell’ente spaziale americano di mandare in orbita un satellite sospinto da un razzo Taurus; la prima volta, nel 2009, gli statunitensi provarono a far partire OCO (Orbiting Carbon Observatory) ma anche in quell’occasione il razzo non si rivelò all’altezza del compito. Il lancio di venerdì scorso rappresentava il rientro operativo del Taurus dall’epoca del fallimento del 2009. Glory, costruito da Orbital Sciences Corporation, trasportava due strumenti: uno per misurare l’energia totale proveniente dal Sole e l’altro per osservare il comportamento delle particelle atmosferiche e la loro capacità di assorbire o restituire energia.



Ogni anno nel corso dell’ultima settimana di gennaio la Nasa ricorda gli astronauti morti nell’esercizio delle loro funzioni: gli equipaggi dell’Apollo 1, del Challenger STS-51L e del Columbia STS-107. L’amministratore della Nasa Charlie Bolden e Ralph Hall, il deputato repubblicano del Texas che presiede il Committee on Science Space and Technology, hanno ricordato i defunti nel corso di una cerimonia nel cimitero nazionale di Arlington. “Ringraziamo loro e le loro famiglie per il sacrificio straordinario in servizio alla nostra nazione – ha detto Bolden – Questi uomini e donne saranno per sempre nel nostro cuore e siamo ancora al lavoro per onorare la loro eredità”. Quarantaquattro anni fa, il 27 gennaio 1967, tre astronauti (Edward H. White II, Virgil I.”Gus”Grissom e Roger B. Chaffee) morirono a causa di un incendio esploso all’interno della capsula nel corso di un test. Il 28 gennaio 1986 avvenne quello che ancora oggi viene ricordato come il più funesto incidente nella storia della Nasa: lo Space Shuttle Challenger esplose 73 secondi dopo il decollo dal Kennedy Space Center (Florida) a causa di una guarnizione difettosa che provocò la distruzione dell’astronave e la morte di 7 astronauti (Ellison S. Onizuka, Sharon Christa McAuliffe, Greg Jarvis, Judy Resnik, Mike Smith, Dick Scobee e Ron McNair). A seguito della tragedia la Nasa sospese per due anni e mezzo tutte le missioni e l’allora presidente statunitense Ronald Reagan dichiarò: “Questa è veramente una perdita che colpisce tutta la nazione. Piangiamo sette eroi che hanno oltrepassato i limiti della Terra per toccare il volto di Dio”. Nel primo giorno di febbraio del 2003, durante il rientro nell’atmosfera terrestre, lo Shuttle Columbia si disintegrò nei cieli del Texas quindici minuti prima dell’atterraggio. Anche in questo caso tutti e sette i membri dell’equipaggio morirono (David Brown, Rick Husband, Laurel Clark, Kalpana Chawla, Michael Anderson, William McCool e Ilan Ramon). Gli investigatori rivelarono che l’incidente fu causato da una fuoriuscuta di schiuma isolante da un serbatoio esterno che, durante il decollo, aveva aperto un foro nell’ala sinistra della navicella.



La sonda spaziale della Nasa Voyager 1 è in questo momento l’opera dell’uomo più lontana dalla Terra. Si trova infatti a 17.4 miliardi di chilometri, in una zona molto vicina a quello che gli scienziati definiscono il limite del sistema solare. Voyager 1 è stato lanciato il 5 settembre 1977 e il suo obiettivo iniziale era di investigare i pianeti più lontani (Giove, Saturno, Urano e Nettuno). Nel 1989 la sonda ha portato a termine il proprio compito ed è stata indirizzata verso lo spazio profondo in direzione del centro della Via Lattea. La distanza alla quale si trova attualmente fa sì che un messaggio radio indirizzato verso il nostro pianeta impieghi 16 ore per arrivare a destinazione. Edward Stone, uno dei principali progettisti della navicella, intervenendo all’American Geophysical Union Fall Meeting, ha sottolineato: “Quando il Voyager è stato lanciato, l’era spaziale aveva solo vent’anni e quindi non potevamo sapere che sarebbe resistito così a lungo. Non avevamo nemmeno idea di quanto fosse necessario andare lontano per uscire dal sistema solare. Adesso lo sappiamo e sappiamo anche che in meno di cinque anni Voyager ci porterà là fuori”. In questo momento la sonda si trova ai confini dell’eliosfera, la gigantesca bolla magnetica che contiene il Sistema solare, proteggendolo dai raggi cosmici. Oltre l’eliosfera di estende lo spazio interstellare. Nel punto in cui è situato Voyager 1 il vento solare ha rallentato e le particelle che trasporta, così come registrato a partire da giugno dai rilevatori di Voyager, hanno smesso di essere spinte in avanti e si limitano a un blando moto laterale. Il vento solare soffia a velocità supersonica fino a che, spingendosi verso la zona chiamata elioguaina, la regione dell’eliosfera che inizia dal termination shock, rallenta bruscamente, contrastato dal vento interstellare. Voyager 1 trasporta un disco d’oro per grammofono, il Voyager Golden Record, concepito con suoni e immagini selezionate della vita e della cultura della Terra nella speranza che venga un giorno ritrovato da una qualunque forma di vita extra-terrestre. Lo stesso disco viaggia anche a bordo di Voyager 2, lanciato pochi giorni prima del suo gemello, che in questo momento si trova a “soli” 14 miliardi di chilometri dalla Terra.



Gli scienziati della Colorado State University hanno utilizzato una tecnologia laser (LIDAR) e ne hanno combinato i dati con quelli forniti dai satelliti della Nasa. Il risultato è la prima mappa mondiale delle foreste. Può essere usata per comprendere quanto carbonio sia custodito dalle piante. Le foreste più alte si trovano in Nord America e nell’Asia sud-orientale.
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Il 21 giugno scorso la luminosa esplosione di una stella ha accecato temporaneamente il satellite Swift, lanciato nel novembre 2004 dalla Nasa in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e il Consiglio britannico per le ricerche di Astronomia e Fisica delle particelle (Pparc). Quando una stella esplode emette raggi gamma, che raggiungono per primi la Terra seguiti dai raggi x. L’esplosione, avvenuta 5 miliardi di anni fa e ben oltre la Via Lattea, è stata 140 volte più luminosa di quella che fino a oggi era considerata la più potente fonte continua di raggi x, una stella neutronica situata nei paraggi di quella esplosa. “L’intensità dei raggi x registrati è inattesa e senza precedenti- ha detto Neil Gehrels a capo del progetto Swift- proprio quando iniziavamo a pensare di avere visto tutto quello che un’esplosione di raggi gamma può comportare ci troviamo a dovere ridiscutere le nostre ipotesi. Il rilevatore di Swift è stato bombardato da cosi tanti fotoni al secondo da non riuscire a contarli. E’ stato come cercare di misurare la portata d’acqua di uno tsunami con un misuratore di pioggia e un secchio”.