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Uno studio della Stanford University ha cercato di calcolare l’impatto sulla salute mondiale dell’incidente nucleare di Fukushima. Secondo i ricercatori americani a causa dell’inalazione, del contatto o dell’ingestione di materiale radioattivo saranno tra 15 e 1300 i casi di tumore imputabili in tutto il mondo (ma principalmente in Giappone) al disastro del marzo 2011, con altri da 24 a 2500 casi che si manifesteranno nei prossimi anni. Inoltre tra coloro che lavoravano nella centrale nucleare conteranno da 2 a 24 casi di tumore. Secondo questi dati la mortalità dovuta alla fuoriuscita di sostanze radioattive sarà decisamente inferiore a quella causata dall’incidente di Chernobyl che causò tra i 5000 e i 6000 casi di tumore, soprattutto alla tiroide.



Mao Sugiyama era stato operato per la rimozione totale dei suoi genitali all’inizio dello scorso aprile. Dopo l’intervento, il ragazzo ha ritirato dall’ospedale i propri organi sessuali surgelati e in seguito ha postato su Twitter il seguente annuncio: “Offro i miei genitali maschili come cibo (pene intero, testicoli e scroto) per 100.000 yen (poco più di mille euro). Sono giapponese. Gli organi sono stati rimossi chirurgicamente e mi sono sottoposto ad analisi che hanno escluso qualunque malattia venerea e non sto seguendo terapie a base di ormoni femminili. Il primo acquirente interessato li otterrà, ma sto anche considerando l’idea di venderli a un gruppo. Li preparerò e cucinerò a richiesta, nel luogo scelto dall’acquirente”. I partecipanti al raccapricciante banchetto sono stati una settantina, ma solo cinque hanno potuto “gustare” i genitali di Mao Sugiyama che li ha serviti con funghi e prezzemolo. Gli altri ospiti hanno mangiato carne di manzo o di coccodrillo. Secondo i cinque prescelti (una coppia di trentenni, una ragazza di ventidue anni, un ragazzo di trentadue e il ventinovenne ideatore di eventi Shigenobu Matsuzawa) il piatto servito dall’asessuato chef era “gommoso e poco saporito”. La cena si è svolta in un locale di Tokyo, nel quartiere Suginami, e la polizia locale non ha ritenuto di intervenire poichè l’insolito cuoco e tutti i partecipanti erano maggiorenni e consenzienti. Sugiyama, che di mestiere fa l’illustratore, ha fatto firmare ai suoi convitati una manleva nel caso si fossero ammalati dopo avere mangiato i suoi genitali. In precedenza il giovane giapponese si era fatto espiantare anche i capezzoli e ha dichiarato di non volere rimpiazzare i suoi organi sessuali con genitali femminili.



Glutei umanoidi: ecco la realizzazione del dott. Nobuhiro Takahashi, della University of Electro-Communications di Tokyo, che con le sue chiappe (in giapponese Shiri) artificiali è riuscito a sviluppare una parte del corpo che esprime il movimento organico dei muscoli artificiali”. Queste natiche robot infatti si contraggono, si rilassano e rispondono agli stimoli come quelle umane. L’intento dei ricercatori giapponesi è duplice: da un lato la sperimentazione sulla robotica e i suoi possibili utilizzi, dall’altro osservare la percezione da parte di chi interagisce con Shiri. Takahashi sta lavorando anche a un’attrezzatura per abbracciarsi da soli e a un simulatore di baci.
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La foresta giapponese di Aokigahara è famosa in patria per due ragioni: la vista mozzafiato sul Monte Fuji e i suicidi. Viene chiamata anche “mare di alberi”, e di sovente è la destinazione di un viaggio senza ritorno per le persone che intendono farla finita con la vita. Taro, un quarantaseienne licenziato dal suo lavoro in un’azienda specializzata nelle produzione del ferro, sperava di scomparire per sempre nell’oscurità della foresta. “Non avevo più voglia di vivere – ha raccontato l’uomo a Cnn – e avevo perso la mia identità, questa è la ragione che mi ha spinto in quel posto”. Taro era sommerso dai debiti ed era appena stato sfrattato dal suo’appartamento che apparteneva all’azienda siderurgica. A quel punto aveva perso il controllo economico della sua vita, che il lavoratore nipponico ritiene sia la base di qualunque esistenza “stabile”.”Ci vogliono i soldi per sopravvivere. Ci vogliono i soldi se hai una fidanzata e se ti vuoi sposare, ne avrai bisogno per tutta la vita. Il denaro è sempre necessario”. Taro ha comprato un biglietto di sola andata per la foresta che si trova a ovest di Tokyo. Una volta arrivato a destinazione si è tagliato le vene dei polsi, ma le ferite che si è procurato non sono state sufficienti a ucciderlo rapidamente. Ha cominciato a vagare per la foresta e solo dopo alcuni giorni è crollato, quasi morto a causa della disidratazione, della fame e dell’assideramento (gli sono state amputate due dita del piede destro). Ma Taro non è morto e la ragione sta nel semplice fatto che un escursionista è praticamente inciampato nel suo corpo in fin di vita e ha lanciato l’allarme. La storia del quarantaseienne giapponese è solo una delle centinaia che ogni anno si registrano nella foresta di Aokigahara, conosciuta in tutto il Giappone anche come la “foresta dei suicidi”. In quell’area è stato rilevato il più alto numero di suicidi dell’intero paese. Il tasso di suicidi del Giappone, uno dei più elevati del mondo, è aumentato ulteriormente con la recente crisi economica. Nel gennaio 2009 il numero delle persone che si sono tolte la vita è stato di 2.645, con un aumento del 15 per cento rispetto allo stesso mese 2008 quando, secondo i dati del governo giapponese i suicidi erano stati 2.305. Nella foresta di Aokigahara vengono ritrovati annualmente circa un centinaio di cadaveri.
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Si chiama Super Cool Bra ed è un reggiseno che promette di alleviare i fastidi della calura estiva. Prodotto dalla casa di lingerie tedesca Triumph è basata su uno speciale “gel che non gela”. Prima di indossarlo va messo in freezer per qualche tempo ma il fresco non è tutto poiché il reggiseno si propone di soddisfare i cinque sensi di chi lo indossa; infatti il gel azzurro che lo caratterizza è visibile attraverso le coppe trasparenti creando un effetto acquario, è morbido al tatto, al suo interno vengono collocate delle foglie di menta e infine è arricchito di piccoli campanellini.



Pochi giorni fa a un giovane giapponese era stato restituito un pallone da calcio, ritrovato in Alaska, trascinato via insieme alla sua casa dalla furia dell’onda di tsunami che nel marzo 2011 si abbattè sul Giappone. Questa volta è il turno di Ikio Yokoyama, la cui amata motocicletta è stata ritrovata lungo le coste del Canada. Il mezzo è ovviamente arrugginito e danneggiato, ma il concessionario che aveva venduto la moto al cittadino giapponese ha promesso di farla rientrare in patria e ripristinarla.



Il sedicenne Misaki Murakami ha visto scomparire tra le onde la sua casa e tutto ciò che vi era custodito, quando nel marzo 2011 lo tsunami si abbattè sulla sua città natale, Rikuzentakata, nel nord-est del Giappone. Ma ora, grazie a un uomo che stava semplicemente passeggiando lungo una spiaggia del Golfo dell’Alaska, sta per ricevere il suo pallone da calcio, identificato grazie ai messaggi di “buona fortuna” scarabocchiati su di esso dagli ex compagni di scuola, nel 2005. “Sono davvero grato a quella persona – ha dichiarato Misaki Murakami – anche perché finora non ho ritrovato nulla di tutto ciò che possedevo”. La US National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha raccontato che la persona responsabile del ritrovamento, il cinquantunenne David Baxter, ha rinvenuto il pallone su una spiaggia dell’isola di Middleton. Secondo una nota del Nooa inoltre l’uomo sarebbe riuscito a identificare il nome della scuola scritto sulla sfera grazie alla presenza della moglie, giapponese, che ha tradotto gli ideogrammi e rintracciato l’istituto scolastico. Secondo gli esperti statunitensi è’ altamente probabile che questa “sia la prima volta che un oggetto trascinato in mare aperto dalle onde dello tsunami giapponese viene ritrovato e restituito al suo legittimo proprietario”. La coppia di passeggiatori americani ha ritrovato anche una’ altra palla, questa volta da pallavolo, della quale però non sono riusciti a risalire al proprietario.


http://www.google.it/imgres?hl=it&biw=1280&bih=675&gbv=2&tbm=isch&tbnid=xfgbn9KsQERNjM:&imgrefurl=http://www.sott.net/articles/show/235764-Sarkozy-camp-fumbles-response-to-graft-charges&docid=u-GI4nolljLeFM&imgurl=http://www.sott.net/image/image/s4/82808/full/sarkozy_pinocchio.jpg&w=254&h=253&ei=2tyHT7WtHoqVswb42uS6Cw&zoom=1&iact=hc&vpx=595&vpy=314&dur=29&hovh=202&hovw=203&tx=134&ty=139&sig=103488455523226049249&page=1&tbnh=155&tbnw=172&start=0&ndsp=15&ved=1t:429,r:7,s:0,i:81
Durante un comizio elettorale in Normandia, il presidente francese ha dichiarato di essere stato il primo leader occidentale a visitare l’area interessata dalla disastrosa accoppiata terremoto/tsunami. Peccato però che le registrazioni dei suoi movimenti dimostrino che non si sia mai allontanato da Tokyo durante il suo viaggio in Giappone. Non è comunque la prima volta che Nicolas Sarkozy inventa la sua presenza ad avvennimenti significativi: nel 2010 era stato scoperto a mentire sulla sua presenza a Berlino nella notte della caduta del Muro. E’ risultato infatti che proprio quella sera del 1989 stava partecipando, in qualità di sindaco di Neuilly, a una cerimonia commemorativa in onore di Charles De Gaulle.


Si tratta certamente di espedienti per sfuggire alla solitudine causata dalla frenetica e caotica vita media giapponese: affittare animali, amicizie e persino finti mariti. Per esempio nell’ultima decade in Giappone hanno aperto i battenti un gran numero di Cat Cafe, che altro non sono che locali nei quali al prezzo di dieci dollari si può affittare per un’ora un
cane o un gatto (ma c’è anche chi offre furetti, conigli e persino coleotteri) da accudire e coccolare. Ma non è tutto, infatti esistono anche altri luoghi come i Campus Cafe dove è possibile per uomini single intrattenersi con studentesse universitarie (ma solo a parole, il sesso non c’entra). Per le madri single esiste invece l’opportunità di affittare un marito che segua i bambini nei compiti a casa, sbrighi le liti condominiali e accompagni i piccoli al parco.


Si dice kudokushi (letteralmente significa: le persone che vivono sole, muoiono sole) e si tratta di un preoccupante fenomeno in aumento in Giappone. Pochi giorni fa sono stati ritrovati in un appartamento situato in un condominio di Saitama, a nord di Tokyo, i tre corpi senza vita di quella che apparentemente era una famiglia composta da una coppia di sessantenni e il figlio di circa trent’anni. Tutti morti di inedia da più di un mese nella regione più popolosa del Paese con la terza economia più ricca del mondo. Le forniture di elettricità e gas risultavano tagliate da tempo e nella casa non c’era traccia di cibo e soltanto pochi spiccioli di yen. Il quotidiano Asahi Shimbun ha raccontato che la famiglia avrebbe chiesto aiuto a un vicino e, davanti al rifiuto, non si sarebbe rivolta all’assistenza sociale presumibilmente per la vergogna di dovere svelare la propria situazione. La morte solitaria è dunque un aspetto della realtà giapponese che si sta progressivamente consolidando e non solo tra gli anziani. Un mese fa, per esempio, due sorelle quarantenni sono state ritrovate morte per assideramento nella loro casa sull’isola di Hokkaido. Inoltre nel 2010 le autorità giapponesi hanno scoperto che l’uomo più vecchio di Tokyo era morto da circa trent’anni, fatto questo che ha portato a un censimento dei numerosi ultracentenari che si credeva vivessero nel Paese. Alla fine mancavano all’appello, benché regolarmente iscritti al registro familiare, 234.354 persone che avrebbero dovuto avere cento o più anni.