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Tornano le profezia funeste di Harold Camping, che già aveva previsto l’Apocalisse il 21 maggio di quest’anno e il 6 settembre del 1994. Questa volta il novantenne predicatore non ha dubbi: il 21 ottobre sarà il giorno del giudizio universale. A parte per gli eletti, destinati alla salvezza eterna. Gli altri hanno i minuti o comunque i giorni contati. Ma le Cassandre che si divertono a terrorizzare il mondo con preveggenze inquietanti sono tante. E la cosa più terribile è che qualche volta ci azzeccano pure.

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Non bastavano i Maya che secoli fa avrebbero fissato la data dell’apocalisse al 21 dicembre 2012 e nemmeno l’italiano Raffaele Bendandi, ammesso e non concesso che fosse una sua previsione, con il terremoto che doveva distruggere Roma l’11 maggio scorso (anche se, a onor del vero, bisogna dire che proprio quel giorno un terremoto ha colpito la Spagna). Ora Harold Camping, 91enne predicatore statunitense e presidente di Family Radio (emittente cristiana con base in California) sostiene di avere individuato nella Bibbia la data della fine del mondo che, secondo i suoi calcoli, si verificherà sabato prossimo 21 maggio alle sei del pomeriggio. Sarà a quell’ora che secondo il predicatore americano (e solo quando sarà quell’ora in ogni punto del mondo) che la terra inizierà a tremare, annunciando l’inizio del giudizio universale. Per ottenere la data fatidica, Camping ha elaborato un complesso, e del tutto personale, sistema matematico basato sulla combinazione delle date delle festività ebraiche descritte nell’Antico Testamento e da quelle del calendario lunare mensile e di quello gregoriano. In base ai suoi calcoli, il nostro pianeta, però, verrà definitivamente distrutto soltanto cinque mesi più tardi, vale a dire il prossimo 21 ottobre. Per tranquillizzare chi potrebbe credere alle parole di Camping, basta ricordare che il predicatore americano aveva già annunciato la fine del mondo per il 6 settembre 1994. Quando quel giorno passò senza che nulla di apocalittico fosse accaduto, Camping imputò il suo sbaglio a un errore di calcolo. Evidentemente nel frattempo ritiene di avere affinato la propria tecnica o forse aveva bisogno soltanto di un po’ di pubblicità. Infatti il suo nome associato alla frase fine del mondo o alla data 21 maggio 2011 è finito sparato nei Google Trends.



Sabato prossimo, 19 marzo, la luna ci apparirà, condizioni metereologiche permettendo, un po’ più grande del solito; si verificherà infatti quello che viene definito un perigeo lunare, nel corso del quale il nostro satellite si avvicinerà alla distanza minima dalla Terra, vale a dire soli 356.577 chilometri. Alcune delle precedenti super-lune sono comparse in concomitanza di catastrofici eventi naturali. Per esempio nel 2004, quando molte delle nazioni che si affacciano sull’Oceano Indiano furono devastate da uno tsunami o quando l’anno successivo un uragano, Katrina, colpì la costa del Golfo degli Stati Uniti e distrusse gran parte della città di New Orleans. Trent’anni prima, nel 1974, all’apparire della super-luna, un altro possente uragano, Tracy, rase quasi al suolo la città di Darwin, in Australia. Ma, aldilà dei precedenti e delle interpretazioni apocalittiche che si stanno diffondendo sul web, la comunità scientifica non prende molto sul serio la minaccia rappresentata dal fenomeno del perigeo lunare. La miglior risposta a chi in questi giorni sostiene che proprio l’avvicinamento della Luna al nostro pianeta abbia causato anche la devastante accoppiata terremoto/tsunami che ha colpito il Giappone (è il caso dell’astrologo americano Richard Nolle, inventore del termine Superluna, che nei giorni precedenti al sisma giapponese aveva predetto temibili eventi naturali nei giorni attorno al 19 marzo), viene dall’astronomo Peter Wheeler del International Centre for Radio Astronomy: “sulla Terra assisteremo, al massimo, a deboli variazioni dei flussi di marea. Non ci saranno né terremoti né eruzioni vulcaniche che non sarebbero capitati ugualmente”. Un altro esperto australiano, David Reneke, sostiene che l’allarmismo apocalittico legato al perigeo lunare sia da ascrivere più alle paure umane che ai dati scientifici “Volendo si pùò associare qualunque catastrofe a normali avvenimenti del cosmo. Qualcuno in passato ha cercato di mettere in relazione l’allineamento dei pianeti con la distruzione del Sole e quindi la fine della vita sulla Terra. Ma questo non è accaduto”. Anche la famosa profezia dei Maya (che prevede l’apocalisse per il 21 dicembre del prossimo anno) fa riferimento all’allineamento dei pianeti. Una delle poche voci fuori dal coro degli scettici è quella di un ricercatore dell’università australiana di Adelaide, Victor Gostin, che, pur ammettendo che gli studi per prevedere gli eventi naturali (come eruzioni e terremoti) basandosi sulla disposizione dei pianeti non hanno portato praticamente a nulla, sostiene che vi sia un link tra i terremoti dell’area equatoriale e alcune delle fasi lunari poiché “le maree terrestri (analoghe a quelle marine) potrebbero essere l’elemento scatenante dei terremoti”.



Una vera e propria colonia di italiani si è stabilita nello stato messicano dello Yucatàn in attesa della “imminente apocalisse”. Le trentotto famiglie fanno parte dell’organizzazione Quinta Esencia e vivono a Oxkutzcab nella provincia di Xul, a un centinaio di chilometri dalla capitale dello Yucatàn, Merida. La colonia italiana (ma tutti gli appartenenti hanno preso la cittadinanza messicana) vivrà, il futuro è d’obbligo visto che a tutt’oggi i lavori non sono ancora stati ultimati, in un complesso di 38 ville fortificate, dotate di vetri anti-proiettile e bunker sotteranei. Le case saranno collegate tra loro da una rete di gallerie che nell’insieme costituiscono una sorta di fortezza chiamata “La de los Aquilas” (letteralmente quella delle aquile, nome che richiama, si spera involontariamente, Il Nido dell’Aquila, lo chalet-forte nel quale trascorreva il tempo libero Adolf Hitler). Non si sa molto di Quinta Esencia, che si autodefinisce un’organizzazione senza fini di lucro, se non che il suo obiettivo primario è quello di “preservare l’equilibrio ecologico”. I lavori di costruzione della fortezza sono iniziati nell’agosto scorso ma non è dato sapere quando ne è prevista la conclusione. Quello che è certo è che l’edificazione del rifugio contro la fine del mondo ha creato nella zona almeno un migliaio di nuovi posti di lavoro. La quinta essenza o etere era, secondo Aristotele, l’elemento principale del mondo celeste in contrapposizione ai quattro che costituivano quello terrestre (aria, acqua, fuoco e terra). Prima dello sbarco dei conquistatori spagnoli nella regione, lo Yucatán era una delle regioni più prospere dell’impero Maya. Secondo il calendario Maya, l’apocalisse si verificherà il 21 dicembre del 2012.