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Un astrobiologo del Marshall Space Flight Centre della Nasa, Richard Hoover, ha dichiarato di avere ritrovato un batterio “alieno” in un tipo di meteorite piuttosto raro (CI1 o condriti carbonacee, dei quali sulla Terra sono stati ritrovati soltanto nove esemplari), sostenendo che questa minuscola forma di vita extraterrestre spiegherebbe come è iniziata la vita sul nostro pianeta. “Io interpreto questo ritrovamento come un indicatore del fatto che la vita è distribuita in maniera più ampia nel cosmo e non è legata esclusivamente alla Terra. – spiega Hoover – Questo campo di studi è stato appena sfiorato perchè molti scienziati sostengono che sia impossibile. L’aspetto più rilevante è che alcuni dei batteri sono riconoscibili e molto simili a specie che vivono sulla Terra, mentre altri sono piuttosto strani e non siamo stati in grado di identificarli. Li ho mostrati a numerosi esperti che sono rimasti perplessi”. L’indizio principale che indica il batterio come una forma di vita aliena è determinato dal fatto che nel corso della ricerca, pubblicata sull’ultima edizione del Journal of Cosmology, sono stati identificati dei resti biologici che non contenevano azoto, elemento presente in tutti gli organismi viventi conosciuti. “Se qualcuno mi può chiarire come sia possibile che un fossile biologico dell’età di soli 150 anni sia privo di azoto – ha detto Richard Hoover – sarei veramente interessato ad ascoltarlo. Ho parlato di questo con molti scienziati e nessuno è stato in grado di fornirmi spiegazioni”. L’editore del Journal of Cosmology, Rudy Schild ha deciso, vista la natura controversa della scoperta, di invitare cento esperti della materia e cinquemila scienziati a esaminare lo studio dell’astrobiologo della Nasa e a esprimere le loro valutazioni”.



Lo sceriffo Pat Garret, nel 1881, rintracciò e uccise l’allora ventunenne Billy the Kid. Ai giorni nostri, il Governatore del Nuovo Messico, Bill Richardson (che si autodefinisce un fan del famoso fuorilegge) sta considerando l’ipotesi di emettere un indulto nei confronti del Kid al quale, prima di venire ucciso, venne concessa un’amnistia. Tre nipoti e due pronipoti di Garret hanno incontrato il Governatore per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’iniziativa e per chiedergli di firmare una petizione contraria all’indulto. Bill Richardson non ha apposto la propria firma, sottolineando che non ha ancora preso una decisione. “Non appena avrò la firma del Governatore sulla petizione, sarò soddisfatto” ha detto Jarvis Patrick Garrett, uno dei nipoti dello sceriffo. Secondo l’opinione della famiglia un eventuale perdono di Billy the Kid (nato William Henry McCarty e poi conosciuto con il nome di William Harrison Bonney) getterebbe una luce sinistra sull’onestà del proprio avo. “In questa nazione, sfortunatamente, abbiamo la tendenza a glorificare i criminali” ha rincarato la dose Pauline Garrett Tillinghast. Richardson sta tentando di capire perché l’allora Governatore, Lew Wallace, non diede seguito all’indulto promesso al Kid, dopo che questi aveva reso la sua testimonianza relativa alle uccisioni avvenute nel corso della guerra della Contea di Lincoln (una sanguinosa faida esplosa nel 1878 tra due fazioni in competizione per il controllo del commercio del bestiame). Billy the Kid fu, in seguito, condannato all’impiccaggione per avere ucciso uno sceriffo durante gli scontri. Pat Garret lo rintracciò in un ranch di Fort Sumner dopo che il giovane fuorilegge era evaso dalla prigione, uccidendo due secondini. Il 14 luglio 1881 lo sceriffo, nascosto nel buio, sparò al Kid mettendo fine alla sua avventurosa vita. Anche Pat Garret venne ucciso da un colpo di arma da fuoco nel 1908, all’età di 57 anni. La leggenda di Billy the Kid, alimentata da film e libri, è comunque rimasta viva e c’è addirittura chi sostiene che Garret uccise la persona sbagliata e che Billy sia fuggito. “Ci sono molte teorie revisioniste- ha dichiarato Pauline Garrett Tillinghast- e noi, come Garret, non vogliamo che questa storia venga riletta. Purtroppo dobbiamo ascoltare queste bugie che ci fanno molto male”.