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Oggi, 26 aprile, ricorrono 26 anni da quello che prima della di Fukushima, è stato il più grave incidente nucleare della storia umana, Chernobyl. Il presidente Viktor Janukovych, nel corso della cerimonia di avvio dell’assemblaggio dell’enorme struttura destinata a ricoprire la centrale atomica, ha ringraziato i donatori internazionali (tra i quali il Giappone) che ne hanno in parte finanziato la costruzione. Inoltre ha richiamato l’attenzione internazionale sui rischi e le cautele che comportano l’utilizzo del nucleare. “Il disastro di Chernobyl ha evidenziato che l’umanità deve essere molto accorta nell’uso delle tecnologie nucleari – ha sottolineato Janukovych – Gli incidenti nucleari portano a conseguenze globali. Non sono un problema di un solo paese ma possono colpire la vita di intere regioni”.

William e Kate diventano Barbie



L’annuncio è stato dato dalla Mattel Inc., la famosa casa di giocattoli statunitense: il prossimo aprile, in occasione del primo anniversario delle nozze reali, verranno messe in vendita due bambole in perfetto stile Barbie che raffigureranno William e Kate con gli stessi abiti indossati durante la cerimonia nuziale. La regale coppia costerà 99.99 sterline.



Il 24 settembre 1991 veniva pubblicato Nevermind, secondo album di studio dei Nirvana (e primo con Dave Grohl alla batteria), disco simbolo dell’intero movimento grunge e apice creativo di Kurt Cobain e la sua band. La casa discografica che lo produsse, la Geffen Records, aveva l’obiettivo dichiarato di raggiungere almeno 250 mila copie vendute, ma l’album (trainato, allora come ora, dall’anthem Smell Like Teen Spirit) ha superato quota trenta milioni. Che divise per venti (gli anni dalla prima pubblicazione) fanno un milione e mezzo di persone che ogni anno entrano in possesso di Nevermind. “Nessuno se lo aspettava – ha detto di recente Dave Grohl, attualmente leader dei Foo Fighters – Né la casa discografica, né la band e neppure il management. Alcuni nostri amici ci dissero: “State diventando famosissimi”. E noi rispondemmo: Come i Sonic Youth? Grandioso!” Con un’operazione tra il nostalgico e il furbetto (che fa leva anche sulla tipica maniacalità del collezionista di una band, alla perenne ricerca di inediti e registrazioni alternative) verrà messa in vendita un’edizione De Luxe dell’album del 1991. Anzi ne verranno pubblicate diverse per consentire a tutte le tasche di celebrare l’avvenimento e alla casa discografica di festeggiare l’ennesimo uovo d’oro deposto dalla “gallina” Nirvana. Con 136 dollari ci si porta a casa La Super De Luxe edition, quattro cd e un Dvd che contiene le immagini di un live della notte di Halloween del 1991 tra le mura domestiche del Paramount Theater di Seattle. I cd conterranno il disco rimasterizzato e tutto ciò che venne registrato durante le session dalle quali nacque Nevermind (con 20 dollari, acquistando la versione De Luxe, si ottiene lo stesso e con 11 solo il remaster del lp) e la prima edizione ufficiale, remixata da Butch Vig, alcune registrazioni inedite della Bbc e la versione audio del concerto racchiuso nel Dvd. Una parte del successo dell’album va ascritta sicuramente alla copertina (di recente dapprima censurata su Facebook per violazione dei termini d’uso e in seguito reinserita nelle pagine dei fan). Nata da un’idea di Cobain e realizzata dal fotografo Kirk Weedle, la foto del bimbo immerso nell’acqua ritrae Spencer Elden, figlio di una coppia di amici di Weedle, immerso in una piscina (la banconota da un dollaro e la lenza sono state sovraimpresse in seguito). Il piccolo Spencer, nato il 7 febbraio del 1991, ha oggi vent’anni ed è poco più “vecchio” del capolavoro targato Cobain/Grohl/Novoselic. A diciassette anni il ragazzo, al quale i Nirvana hanno donato il primo disco di platino di Nevermind, ha accettato di posare per una riedizione della famosa immagine. Al quindicesimo compleanno Spencer aveva dichiarato: “Nevermind è un quindicenne adesso, ma alla radio continuano a trasmettere i singoli dell’album e non suonano per niente vecchi. La maggior parte della band che ci sono in giro adesso non arriverrano mai nemmeno vicino a fare ciò che hanno fatto i Nirvana in quel disco. Per quanto mi riguarda, sarò eternamente orgoglioso di averne fatto parte”.



Ogni anno nel corso dell’ultima settimana di gennaio la Nasa ricorda gli astronauti morti nell’esercizio delle loro funzioni: gli equipaggi dell’Apollo 1, del Challenger STS-51L e del Columbia STS-107. L’amministratore della Nasa Charlie Bolden e Ralph Hall, il deputato repubblicano del Texas che presiede il Committee on Science Space and Technology, hanno ricordato i defunti nel corso di una cerimonia nel cimitero nazionale di Arlington. “Ringraziamo loro e le loro famiglie per il sacrificio straordinario in servizio alla nostra nazione – ha detto Bolden – Questi uomini e donne saranno per sempre nel nostro cuore e siamo ancora al lavoro per onorare la loro eredità”. Quarantaquattro anni fa, il 27 gennaio 1967, tre astronauti (Edward H. White II, Virgil I.”Gus”Grissom e Roger B. Chaffee) morirono a causa di un incendio esploso all’interno della capsula nel corso di un test. Il 28 gennaio 1986 avvenne quello che ancora oggi viene ricordato come il più funesto incidente nella storia della Nasa: lo Space Shuttle Challenger esplose 73 secondi dopo il decollo dal Kennedy Space Center (Florida) a causa di una guarnizione difettosa che provocò la distruzione dell’astronave e la morte di 7 astronauti (Ellison S. Onizuka, Sharon Christa McAuliffe, Greg Jarvis, Judy Resnik, Mike Smith, Dick Scobee e Ron McNair). A seguito della tragedia la Nasa sospese per due anni e mezzo tutte le missioni e l’allora presidente statunitense Ronald Reagan dichiarò: “Questa è veramente una perdita che colpisce tutta la nazione. Piangiamo sette eroi che hanno oltrepassato i limiti della Terra per toccare il volto di Dio”. Nel primo giorno di febbraio del 2003, durante il rientro nell’atmosfera terrestre, lo Shuttle Columbia si disintegrò nei cieli del Texas quindici minuti prima dell’atterraggio. Anche in questo caso tutti e sette i membri dell’equipaggio morirono (David Brown, Rick Husband, Laurel Clark, Kalpana Chawla, Michael Anderson, William McCool e Ilan Ramon). Gli investigatori rivelarono che l’incidente fu causato da una fuoriuscuta di schiuma isolante da un serbatoio esterno che, durante il decollo, aveva aperto un foro nell’ala sinistra della navicella.



A pochi giorni dal primo anniversario della sua scomparsa Michael Jackson si dimostra ancora il numero uno. Grazie a dischi,dvd, download e il film “This is it”, si calcola che le vendite di Jacko abbiano superato il miliardo di dollari.