Per giorni le autorità avevano negato; solo ieri è arrivata finalmente la conferma ufficiale: a inizio luglio un aereo ha “invaso” la Bielorussia, lanciando orsetti di peluche paracadutisti che portavano messaggi in favore della libertà d’espressione. La mente dietro l’operazione avvenuta il 4 luglio scorso (festa dell’indipendenza della Bielorussia) è quella dell’agenzia pubblicitaria e di marketing svedese Studio Total. Il 13 luglio il fotografo e studente di giornalismo ventenne Anton Suryapin è stato arrestato poiché sospettato di aver dato assistenza a un gruppo organizzato per attraversare illegalmente il confine della Bielorussia. Secondo la legge bielorussa sarebbe dovuto essere incriminato o rilasciato entro il 23 luglio. Il giovane non è stato rilasciato e Amnesty International presume pertanto che sia stato formalmente accusato. Suryapin è stato arrestato dopo avere pubblicato alcune fotografie sul sito Belarusian News Photo. Il ventenne studente, che rischia fino a sette anni di carcere, ha dichiarato di avere ricevuto le immagini da una fonte sconosciuta, di non avere alcun collegamento con Studio Total e di avere postato le immagini come parte della sua attività giornalistica. John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa e l’Asia centrale, sostiene che “le accuse contro Anton Suryapin rappresentano un ulteriore chiodo nella bara della libertà di espressione e associazione in Bielorussia, dove le false accuse vengono frequentemente utilizzate nel tentativo di mettere a tacere coloro che lavorano per difendere i diritti umani. Suryapin deve essere liberato immediatamente e ogni accusa contro di lui deve cadere”.Nel corso delle indagini è stata arrestata anche un’altra persona, Syharhei Basharimau, impiegato in un’agenzia immobiliare di Minsk. L’uomo, arrestato il 10 luglio, è accusato di avere affittato un appartamento a due cittadini svedesi che costituivano un gruppo d’appoggio per gli uomini impegnati nel raid aereo. E’ stato incriminato il 16 luglio ai sensi dell’articolo 371 parte 3 del codice penale, lo stesso per il quale è detenuto Suryapin, e anche lui rischia fino a sette anni di carcere. In un’intervista concessa al sito di notizie bielorusso Charter 97, Tomas Mazetti che ha pilotato l’aereo di Studio Total ha criticato gli arresti e ha dichiarato che l’agenzia pubblicitaria svedese non ha avuto alcun contatto con Anton Suryapin, aggiungendo che Basharimau aveva semplicemente consegnato loro la chiave di un appartamento preso legalmente in affitto. “È come arrestare il barista che ci ha venduto la birra a Minsk”. Charter 97 ha riportato anche la notizia dell’arresto la settimana scorsa di una ragazza di 16 anni , accusata di avere scattato le fotografie degli orsetti pubblicate da Suryapin. La giovane è stata però soltanto fermata, interrogata e immediatamente rilasciata. I vertici di Total Studio hanno dichiarato che l’operazione degli orsacchiotti paracadutisti (denominata “Teddybear Airdrop Minsk 2012”) è stata effettuata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla repressione della libertà di espressione in Bielorussia. Le riprese video, pubblicate dall’agenzia il 5 luglio, mostrano due persone che indossano maschere da orsetto mentre gettano i pupazzi fuori dall’aereo. Il velivolo è decollato da un campo di aviazione in Lituania e si è diretto verso la capitale Minsk. Secondo il pilota Tomas Mazetti, il piano originale era di far cadere gli orsi sopra il palazzo presidenziale e altri edifici governativi ma, dopo il richiamo da parte dei controllori del traffico aereo (e con la preoccupazione del consumo di carburante e di una tempesta in arrivo), è stato deciso di paracadutare gli orsacchiotti di peluche nelle campagne circostanti.
Petizione online per la liberazione di Anton Suryapin

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