Il triste ritrovamento è avvenuto lunedì scorso a tre chilometri dalla strada che porta da Yekaterinburg alla città di Nyevyansk, nella regione di Sverdlovsk. 248 feti umani rinchiusi in contenitori da cinquanta litri riempiti di formaldeide, la cui provenienza è oggetto delle indagini degli investigatori. Si potrebbe trattare di reperti biologici susseguenti ad aborto provenienti da quattro ospedali differenti, ma secondo altre fonti potrebbero essere prematuri o aborti spontanei. Dietro a tutte queste ipotesi rimane però l’allarme lanciato dai medici e dai responsabili della sanità russa che da tempo richiamano l’attenzione sul traffico di embrioni e feti usati per illegali trattamenti di bellezza.