Uno studio della Stanford University ha cercato di calcolare l’impatto sulla salute mondiale dell’incidente nucleare di Fukushima. Secondo i ricercatori americani a causa dell’inalazione, del contatto o dell’ingestione di materiale radioattivo saranno tra 15 e 1300 i casi di tumore imputabili in tutto il mondo (ma principalmente in Giappone) al disastro del marzo 2011, con altri da 24 a 2500 casi che si manifesteranno nei prossimi anni. Inoltre tra coloro che lavoravano nella centrale nucleare conteranno da 2 a 24 casi di tumore. Secondo questi dati la mortalità dovuta alla fuoriuscita di sostanze radioattive sarà decisamente inferiore a quella causata dall’incidente di Chernobyl che causò tra i 5000 e i 6000 casi di tumore, soprattutto alla tiroide.