Jeremiah McDonald deve essere stato un ragazzino piuttosto sveglio. Sveglio al punto da lasciare su una cassetta Vhs (intitolata “Non guardare fino al futuro”) un messaggio per il sé stesso adulto. Vent’anni dopo il regista e attore Jeremiah ha deciso di rendere quel video una vera e propria auto-intervista, aprendo una porta spazio temporale grazie alla quale adulto e bambino dialogano tra loro. “A Conversation With My 12 Year Old Self: 20th Anniversary Edition” è una conversazione surreale che chiunque vorrebbe affrontare, una sorta di ponte tra il passato e il futuro, tra i sogni e i desideri e la realtà. Nel dialogo tra i due si parla di un mondo prima di Internet (il Jeremiah adulto lo racconta come di qualcosa che “occuperà completamente la tua vita, costringendoti a trascorrere ore in una stanza a fissare uno schermo”), dei giocattoli e dei telefilm e di come l’età adulta sia molto meno magica e attraente di quella infantile. Sette milioni di persone lo hanno già visto in Rete e, malgrado qualcuno lo abbia dipinto come un fake, si tratta di qualcosa di assolutamente reale.

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