Michael Marin, cinquantatreenne trader di Wall Street, era appena stato giudicato colpevole di avere dato fuoco alla propria casa in Arizona, quando si è coperto il volto con le mani in un apparente gesto di disperazione. Ma subito dopo, come visibile nel video, ha portato qualcosa alla sua bocca e l’ha ingoiato. Pochi minuti più tardi l’uomo è stato colto da convulsioni ed è in seguito crollato al suolo all’interno dell’aula nella quale si teneva l’udienza. E’ stato trasferito d’urgenza nel più vicino ospedale dove ha cessato di vivere pochi minuti dopo il suo arrivo. Michael Marin, laureato alla prestigiosa Yale Law School, ha lavorato a Wall Street e ha posseduto parecchie incisioni originali di Pablo Picasso. Era stato accusato di avere appiccato un incendio alla sua lussuosa abitazione perché non riusciva più a pagarne il mutuo. Nel luglio 2009, epoca della distruzione della casa, non era riuscito a vendere all’asta la sua dimora da 3.5 milioni di dollari. I primi soccorritori lo avevano trovato all’esterno della casa mentre indossava un respiratore subacqueo e a questi aveva raccontato di essere riuscito a sfuggire all’incendio grazie a una scala di corda lanciata da una finestra del secondo piano. Ma gli investigatori hanno raccontato di avere trovato ben quattro differenti punti dai quali era originato l’incendio, sia al piano di sopra che a quello di sotto, e di avere scoperto rubriche telefoniche, scatole di cartone e giornali intrisi di benzina, fatto che ha reo l’incendio doloso la causa più probabile. Il processo di Marin è inziato nel maggio scorso; i pubblici ministeri hanno sostenuto davanti alla corte che Michael Marin era un banchiere di successo che aveva subito un tracollo finanziario durante la recessione economica. L’uomo ha negato qualsiasi responsabilità in riferimento all’incendio. Ieri, poco prima delle tredici ora locale, la giuria lo ha giudicato colpevole: dopo avere ascoltato il verdetto ha chiuso gli occhi e quasi immediatamente è parso inghiottire qualcosa. Sono in corso i test tossicologici per determinare se l’uomo abbia deciso spontaneamente di togliersi la vita.