Uno studente ventunenne della Morgan State University di Baltimora (Maryland), Alexander Kinyua, è stato arrestato e incriminato per omicidio a seguito di una denuncia presentata dal padre e del fratello. Proprio quest’ultimo ha scoperto nel seminterrato dell’abitazione un bidone di metallo all’interno del quale si trovavano una testa umana e due mani. Il giovane ha chiesto immediatamente spiegazioni al fratello, il quale si è limitato a rispondere che si trattava dei resti di un qualche animale. Di fronte alle incerte spiegazioni, il ragazzo è andato a chiamare il padre al piano superiore, ma una volta ritornati hanno trovato Alexander che stava lavando il bidone e delle parti smembrate non c’era più traccia. E’ stato il papà dell’omicida a richiedere l’intervento della polizia che, una volta giunta sul posto, ha perquisito la casa e arrestato Alexander Kinyua. Il giovane ha confessato l’omicidio del proprio compagno di stanza di origini ghanesi Kujoe Bonsafo Agyei-Kodie, che viveva nella casa della famiglia Kinyua come studente fuori sede e del quale era stata denunciata la scomparsa venerdì scorso. Ma è stato durante le dichiarazioni rese da Alexander ai poliziotti che è venuto fuori il particolare più raccapricciante: il giovane, infatti, dopo avere ammesso di avere ucciso Agyei-Kodie con un coltello e averne smembrato il corpo, ha rivelato di averne mangiato interamente il cuore e parte del cervello. I resti dello sfortunato studente sono stati ritrovati a breve distanza dalla casa dell’assassino in un cassone per rifiuti. Soltanto pochi giorni fa aveva generato un certo scalpore un’altra notizia di cannibalismo negli Stati Uniti: a Miami, il trentunenne Rudy Eugene, sotto l’effetto di una potente droga allucinogena, aveva aggredito e strappato a morsi la faccia di un homeless, prima di venire ucciso a colpi di pistola da un poliziotto.