Jamie, ma il nome è di fantasia, ha incontrato la pornografia a dieci anni quando un amico, dal quale si era fermato a dormire dopo una festa, gli ha mostrato alcune immagini hard. Da allora, in un drammatico crescendo, il piccolo Jamie ha iniziato a esplorare sempre più in profondità il mondo dei siti a luci rosse. Ogni sera, mentre i genitori pensavano che stesse facendo i compiti, il ragazzino si chiudeva in camera armato di laptop per scandagliare sempre più febbrilmente Internet, alla ricerca di immagini e video ad alto contenuto erotico. Nemmeno il calo del suo rendimento scolastico è stato sufficiente per allertare i distratti genitori di Jamie. E’stato solo quando la polizia ha suonato alla porta di casa che il segreto del giovanissimo inglese è venuto a galla. Gli agenti avevano rilevato frequenti e ripetuti contatti con siti pedo-pornografici provenienti proprio da quella abitazione e, dopo avere sequestrato il portatile del bambino, si sono resi conto di chi fosse la responsabilità. Jamie è stato quindi iscritto al Sex Offender Register (una lista di persone con tendenza a commettere crimini di natura sessuale che consente alle autorità di sorvegliarle) benché sia minorenne. Attualmente Jamie è stato affidato alle cure di uno psichiatra che sta cercando di curare la dipendenza dal porno del ragazzo, che vive con grande vergogna il proprio vizio e con il timore di non potere mai nella vita vivere una relazione normale con un esponente dell’altro sesso.
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