La notizia è stata pubblicata da Le Monde. Ad attaccare la Lipton cinese è Greenpeace che ha reso noto un dossier in cui denuncia la potenziale tossicità del tè, le cui foglie conterrebbero ben 29 pesticidi. Il tè che si vende in Cina manca di controlli, rispetto a quelli commercializzato in Ue, sottoposto a misure più restrittive. Dalle analisi, Greenpeace ha scoperto che ben quattro tipi di tè venduti in Cina non lo potrebbero essere in Europa. Almeno tre dei composti analizzati, infatti, contengono non meno di nove tipi di pesticidi, sette di questi non sono consentiti nella Ue. “Sono pesticidi largamente utilizzati – sostengono gli animalisti – Il nostro obiettivo è far comprendere che non è sufficiente per le aziende coinvolte nascondersi dietro il fatto che i limiti massimi dei residui nel tè sono inferiori a quelli permessi dalle norme cinesi”. Proprio queste norme, assai più permissive rispetto alle nostre, sarebbero da rivedere perché potrebbero compromettere la salute dei consumatori.
Fonte: cadoinpiedi

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