Saroo aveva solo cinque anni quando si è perso. Stava viaggiando con suo fratello maggiore, che lavorava come spazzino sui treni :”Era sera tardi – ricorda oggi il trentenne di origine indiana – siamo scesi dal treno e io ero così stanco che appena ho trovato un posto a sedere nella stazione ferroviaria, mi sono addormentato”. Quel fatidico sonnellino avrebbe cambiato radicalmente il resto della sua vita. “Ho pensato che mio fratello sarebbe tornato indietro e mi avrebbe svegliato, ma quando mi destai non lo vidi da nessuna parte. Davanti a me c’era un treno e ho subito pensato che lui fosse già salito a bordo, così ho deciso salire anch’io”. Ma Saroo non non incontrò suo fratello sul treno. Si addormentò di nuovo e si svegliò quattordici ore più tardi. Anche se non capì da subito dove si trovasse, era arrivato a Calcutta. “Ero assolutamente terrorizzato – prosegue Saroo – Non sapevo dove mi trovavo e ho iniziato a chiedere aiuto ai passanti. Era un posto molto spaventoso. Non penso esistano una madre o un padre che vorrebbero che loro figlio di cinque anni vagasse da solo per le stazioni ferroviarie e le baracche di Calcutta”. Con il passare dei giorni il ragazzino imparò a badare a sé stesso, divenendo uno dei tanti bambini mendicanti della città. Dopo qualche tempo il piccolo finì in un orfanotrofio che lo inserì nelle liste per l’adozione. Fu così che venne adottato dai coniugi Brierleys, una coppia residente in Tasmania. “Ho dovuto accettare il fatto di essermi perso e che non sarei mai tornato a casa, così ho pensato che fosse fantastico andare in Australia”. Saroo si trovò bene fin da subito nella sua nuova casa., ma, crescendo, il desiderio di ritrovare la sua famiglia d’origine divenne sempre più forte. Il problema era che quando si era perso non era altro che un bimbetto di cinque anni incapace di leggere e scrivere e che non conosceva il nome della sua città natale. Tutto quello che aveva erano i suoi ricordi.. Così iniziò a usare Google Earth per effettuare le sue ricerche. “Era come essere Superman, cercavo di trovare un posto che combaciasse con le mie immagini mentali e ogni volta che non ci riuscivo proseguivo con maggiore impegno”. A un certo punto, stanco degli insuccessi, Saroo cambiò strategia :” Ho moltiplicato il tempo che ero rimasto sul treno, circa 14 ore, per la velocità media dei treni indiani e il risultato è stata una distanza di circa 1.200 chilometri”. Disegnò su una mappa un cerchio con il centro a Calcutta e con un raggio pari alla distanza che riteneva di avere percorso. Incredibilmente, scoprì ben presto quello che stava cercando: la città di Khandwa nel Madhya Pradesh. “Quando la trovai, iniziai a navigarla in lungo e in largo con Google Earth a partire dlla cascata dove ero solito andare a giocare”. Appena possibile Saroo è partito alla volta di Khandwa dove ha ritrovato tutti i suoi ricordi di infanzia. Dopo un lungo giro della città è riuscito a individuare anche la sua vecchia casa, ma quando è arrivato là l’ha trovata abbandonata e cadente, come se fosse stata disabitata da lungo tempo. Parlando con dei vicini, il giovane è venuto a sapere che alcuni anni prima la sua famiglia aveva traslocato. Con in tasca solo una sua foto scattata poco prima di perdersi, Saroo non si è perso d’animo e ha continuato la sua ricerca fino a quando non ha incontrato un residente della zona che, dopo essere sparito per qualche minuto, è tornato dicendogli che lo avrebbe accompagnato da sua madre. “Mi sono sentito stordito e ho pensato : ma ho davvero sentito quello che mi è appena stato detto?” Al momento del fatidico incontro il giovane non ha riconosciuto subito la madre . “L’ultima volta che l’avevo vista – rammenta il ragazzo – era una bella donna di trentaquattro anni e io non avevo pensato che il tempo l’avrebbe cambiata così tanto. Ma i tratti del suo viso erano gli stessi e l’ho riconosciuta. Mi ha preso per mano e mi ha portato a casa sua, senza dire una parola. Anche lei era molto confusa e credo avesse un po’ di difficoltà ad accettare il fatto che suo figlio, scomparso da venticinque anni, fosse appena ricomparso come un fantasma”. La donna aveva temuto per lungo tempo che Saroo fosse morto, ma un indovino le aveva predetto che un giorno avrebbe rivisto suo figlio. Il fratello con il quale Saroo stava viaggiando quando si perse venne ritrovato all’incirca un mese dopo tagliato in due sulle rotaie del treno e la madre non sa se questa tragedia sia avvenuta per un atto criminoso o solo per una sciagurata fatalità. “Eravamo molto legati e quando ho lasciato nuovamente l’India il mio più grande dispiacere è stato sapere che mio fratello non c’era più”. Per anni Saroo Brierley è andato a dormire sognando di poter ritrovare sua madre e la sua famiglia e ora che ci è riuscito si sente infinitamente riconoscente. “Mi sono tolto un grande peso dalle spalle – sottolinea il giovane, che intende mantenere i rapporti con la sua famiglia d’origine – e ora dormo molto meglio”. Ma c’è ancora qualcosa che potrebbe ulteriormente migliorare il sonno del ragazzo, vale a dire l’interesse che editori e produttori cinematografici hanno immediatamente dimostrato per la sua incredibile storia.