Il 29 marzo scorso nella clinica privata di Riohacha, situata nella penisola di Guajira, nel nordest del Paese, una bambina di dieci anni ha partorito con taglio cesareo un neonato. Le autorità colombiane però non possono perseguire il padre quindicenne poichè sia lui che la neo-mamma appartengono all’etnia Wayuu. Questa popolazione ha infatti il proprio sistema giudiziario e molto raramente collabora con quello nazionale. La legge colombiana prevede una pena di almeno nove anni per chi ha rapporti sessuali con chi ha meno di quattordici anni. “La bambina ha capito a malapena quello che stava accadendo” ha raccontato il chirurgo che l’ha operata, Fabio Gonzalez, che ha aggiunto di avere dovuto praticare il taglio cesareo poichè a dieci anni il bacino è ancora in fase di crescita e il canale vaginale è troppo piccolo per consentire il passaggio di un neonato. Quando le infermiere hanno portato il piccolo alla madre “è stato come se le avessero dato una bambola -prosegue ancora Gonzalez – Non capiva niente di ciò che stava succedendo, ma alla sua età è normale”. Uno dei leader della tribù dei Wayuu, Rosa Iguaran, ha detto che i genitori della bimba rifiutano di parlare con i media per la vergogna. I Wayuu sono circa 350 mila e vivono nella regione di confine tra la Colombia e il Venezuela e secondo le loro consuetudini spetterà alla famiglia della bambina decidere se i due si sposeranno e da che cosa sarà costituita la dote del padre quindicenne. Quello della bimba Wayuu è certamente uno dei casi di gravidanza più precoce registrati nel mondo, ma il record appartiene tuttora alla peruviana Lina Medina che nel 1939 generò un figlio all’età di 5 anni e otto mesi.