Il regista canadese è appena tornato dalla sua spedizione solitaria sul fondale marino più profondo della Terra. Cameron ha impiegato più di due ore per percorrere gli undici chilometri che lo separavano dal fondo dell’oceano che ha avuto l’opportunità di esplorare, e ovviamente filmare, per circa tre ore. Si è trattato della seconda esplorazione umana del punto più profondo del mare, situato nell’Oceano Pacifico occidentale. La prima venne condotta nel 1960 dall’americano Don Walsh e l’oceanografo svizzero Jacques Piccard, che si soffermarono sul fondale per soli venti minuti. Il duo americano/elvetico però riuscì a vedere ben poco di ciò che lo circondava a causa dell’atterraggio troppo brusco che sollevò il limo dal fondo marino, immergendolo nel buio. Prima della sua immersione il regista di Titanic e Avatar ha dichiarato. “Sono cresciuto con una costante dieta a base di fantascienza mentre c’erano persone che stavano vivendo una realtà da fantascienza. Uomini che andavano sulla Luna e Jacques Cousteau che esplorava gli oceani. Questa era ciò mi piaceva da bambino”. Cameron ha trascorso parte degli ultimi anni lavorando in gran segreto con un team di ingegneri alla costruzione del veicolo sottomarino Deepsea Challenger ( lungo circa sette metri e con un peso di undici tonnellate), definito una sorta di “siluro verticale” in grado di fendere l’acqua in modo da consentire una discesa molto veloce. Il piccolo compartimento nel quale ha trovato posto il regista è rivestito in acciaio e può resistere a una pressione di mille atmosfere. Il resto del Deepsea Challenger è fatto di una sostanza chiamata schiuma sintattica, un elemento solido costituito da microbolle cave, in grado di fornire al natante una galleggiabilità sufficiente a fare ritorno in superficie. Inoltre il sottomarino è equipaggiato con così tante luci e telecamere da potere essere definito come uno studio televisivo sottomarino, diretto dallo stesso Cameron che intende produrre un documentario sulla sua spedizione. Infine il Deepsea Challenger è dotato di braccia robotiche grazie alle quali è stato possibile raccogliere campioni di rocce e di limo che un team di ricercatori analizzerà alla ricerca di nuove specie. Si ritiene che sul fondo dell’Oceano Pacifico ci siano all’incirca 750 mila specie marine non ancora catalogate dalla scienza, tre volte in piu’ di quelle che già si conoscono.La spedizione sottomarina è stata finanziata dallo stesso Cameron in partnership con Rolex e National Geographic.
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