Emil Malak, canadese di di Vancouver, ha dato tempo fino a giovedì al regista James Cameron e alla casa di produzione 20th Century Fox per pagare 100 milioni di dollari come risarcimento della presunta violazione del copyright di un suo lavoro originale, Terra Incognita, che l’uomo sostiene sia stato saccheggiato nella realizzazione della sceneggiatura del blockbuster Avatar. Malak sostiene che Cameron abbia preso in prestito quarantacinque elementi (compresi i nomi dei personaggi, il loro aspetto fisico, il pianeta blu e un Albero della Vita molto simile all’Albero delle Anime del film) dal suo Terra Incognita, scritto nel 1997. L’autore canadese ha raccontato di avere scritto la storia per i propri figli e, convinto dalla qualità della propria opera, di avere spedito una copia di Terra Incognita alla società di James Cameron, Lighstorm Entertainment, nel 2002. Già due anni fa, Malak aveva intentato una causa per violazione dei diritti d’autore contro 20th Century Fox ma la Corte suprema statunitense aveva lasciato cadere il procedimento poiché i legali della casa cinematografica avevano dichiarato di potere produrre le prove del fatto che il copione di Avatar fosse stato scritto nel 1996. Ma le prove non sono mai state esibite e quindi in questi giorni la causa è di nuovo all’esame di un tribunale, questa volta quello della Corte federale di Vancouver, al quale l’uomo chiede di riconoscere il danno da lui subito. Se i giudici gli daranno ragione, Emil Malak otterrà ben più dei cento milioni di dollari richiesti poiché gli spetterà anche una parte dei profitti che realizzeranno i due sequel già pianificati di Avatar. La pellicola del 2009 di James Cameron è stata la prima a superare i due miliardi di dollari di incassi al botteghino. Malak ha creato un sito web per consentire al pubblico di confrontare il suo Terra Incognita con la storia e i personaggi del ben più famoso Avatar e raccontare la sua verità.