Si dice kudokushi (letteralmente significa: le persone che vivono sole, muoiono sole) e si tratta di un preoccupante fenomeno in aumento in Giappone. Pochi giorni fa sono stati ritrovati in un appartamento situato in un condominio di Saitama, a nord di Tokyo, i tre corpi senza vita di quella che apparentemente era una famiglia composta da una coppia di sessantenni e il figlio di circa trent’anni. Tutti morti di inedia da più di un mese nella regione più popolosa del Paese con la terza economia più ricca del mondo. Le forniture di elettricità e gas risultavano tagliate da tempo e nella casa non c’era traccia di cibo e soltanto pochi spiccioli di yen. Il quotidiano Asahi Shimbun ha raccontato che la famiglia avrebbe chiesto aiuto a un vicino e, davanti al rifiuto, non si sarebbe rivolta all’assistenza sociale presumibilmente per la vergogna di dovere svelare la propria situazione. La morte solitaria è dunque un aspetto della realtà giapponese che si sta progressivamente consolidando e non solo tra gli anziani. Un mese fa, per esempio, due sorelle quarantenni sono state ritrovate morte per assideramento nella loro casa sull’isola di Hokkaido. Inoltre nel 2010 le autorità giapponesi hanno scoperto che l’uomo più vecchio di Tokyo era morto da circa trent’anni, fatto questo che ha portato a un censimento dei numerosi ultracentenari che si credeva vivessero nel Paese. Alla fine mancavano all’appello, benché regolarmente iscritti al registro familiare, 234.354 persone che avrebbero dovuto avere cento o più anni.