E’ di questi giorni la pubblicazione del fasicolo aperto dall’Fbi nel 1991 su Steve Jobs. L’allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, avrebbe dovuto incontrare il fondatore di Apple e l’ente federale americano si occupò di investigarne la vita. Dai dati raccolti emersero aspetti privati come la conversione al buddismo e l’ammissione dello stesso Jobs di avere fatto uso di droghe e pubblici come il ben noto carattere umorale che contraddistingueva il Ceo di Apple e la sua tendenza a manipolare le persone. Ma come è facile immaginare nel corso dei decenni l’Fbi ha spiato la vita di molti personaggi famosi. Grazie al Freedom Information Act, che consente a chiunque di entrare negli archivi più segreti del mondo e leggere un fascicolo (a patto che non riguardi una persona ancora in vita) è possibile vedere le informazioni raccolte dai federali su moltissimi personaggi di primo piano americani e non. Si va da Abbott e Costello (in Italia conosciutti come Gianni e Pinotto) dei quali veniva sottolineata la passione per film pornografici e prostitute a John Lennon, inviso all’amministrazione statunitense per la sua anima pacifista e per le chiare prese di posizione contro la guerra in Vietnam. Nel 1964 un episodio singolare riguardò la famosa canzone Louie Louie dei Kingsmen: il brano, pubblicato nel 1955, attirò l’attenzione degli investigatori federali, diretti da J.Edgar Hoover, poiché era cantato in una sorta di slang caraibico che rendeva difficile la comprensione delle parole. Alcuni personaggi politici del tempo, tra i quali il Governatore dello stato dell’Indiana, espressero pubblicamente la preoccupazione che il testo incomprensibile di Louie Louie nascondesse delle oscenità. L’Fbi avviò un’indagine che durò circa due anni al termine della quale il verdetto fu che le parole della canzone “erano incomprensibili a qualunque velocità venisse suonato il disco”. Anche Norman Mailer (celebre scrittore e simpatizzante di Fidel Castro), Charlie Chaplin, Arthur Miller (entrambi sospettati di comunismo) e la moglie Marylin Monroe finirono sotto l’occhio indiscreto dell’Fbi, al quale non sfuggirono i rapporti tra l’attrice e i fratelli Kennedy. Frank Sinatra venne indagato per amicizie un po’ troppo strette con noti gangster e su Jimi Hendrix venne scritto un rapporto di trentaquattro pagine (a seguito di un arresto per detenzione di stupefacenti avvenuto a Toronto nel 1969) dal quale emergeva che il chitarrista più famoso del mondo aveva rubato una macchina nel 1961. “Sotto la direzione di J.Edgar Hoover – ha dichiarato alla Bbc Jon Wiener, storico della University of California-Irvine e autore di un libro sulle indagini che rigurdarono John Lennon – le persone venivano investigate anche solo per un sospetto di eversione. Oggi noi questo lo consideriamo un abuso di potere”. “Le ragioni delle indagini erano varie così come la natura dei personaggi spiati”, ha affermato invece lo scrittore inglese Nicholas Redfern, autore di “Celebrity Secrets: Official Government Files on the Rich and Famous”, che alla domanda se crede che oggi esista un file su qualche personaggio famoso, come Britney Spears, ha risposto: “No, probabilmente no. Ma lei non ha una relazione con il presidente degli Stati Uniti, non è amica di mafiosi e nemmeno di spie tedesche”.