Le ha individuate la società di recruiting specializzato Robert Half, attraverso un sondaggio tra 650 manager. Si va dal classico “Mi parli brevemente di lei” a “Perché vorrebbe lavorare per la nostra società?”, “Dove vede se stesso tra cinque anni?”, “Quale è il suo principale punto debole?”, “Perché desidera lasciare la società per la quale sta attualmente lavorando?”. E insieme all’elenco l’azienda propone anche una sorta di guida alle risposte più azzeccate: bisogna sapersi raccontare in pochi minuti e farsi guidar dal buon senso. Mai alludere al denaro come motivazione (chiaro), bensì al valore dell’azienda (che bisogna aver studiato bene), mai apparire troppo ambiziosi a scapito del realismo, mai lamentarsi ma ribadire sempre ciò che piace e mai ciò che non piace. Insomma, il segreto per essere assunti sta semplicemente nel riuscire ad avere un buon equilibrio. “Sembrano domande banali, ma farsi trovare impreparati può compromettere l’andamento del colloquio”, spiega Erika Perez, codirettore di Robert Half. “L’intervistatore, infatti, usa le domande generiche per sondare alcune abilità dei candidati che è difficile indagare direttamente, come, per esempio, la capacità di analisi, l’attitudine alla sincerità, l’ambizione”. Infine ricordatevi di essere gentili con la segretaria: il suo parere è determinante nell’assunzione.