Sul sito Planethunters.org è possibile esaminare 150 mila fotografie scattate dal telescopio spaziale Keplero. A chi si connette viene richiesto di osservarle alla ricerca di nuovi pianeti non individuati dai computer. Chi ne troverà uno di una certa importanza verrà accreditato della scoperta e il suo nome rimarrà indissolubilmente legato a quello del pianeta. Il cervello umano sarebbe particolarmente abile a trovare eventuali strani o inusuali, ha sostenuto l’esperto della Oxford University, Chris Lintott, anche se si tratta di stelle variabili, doppie o multiple che interagiscono con diversi pianeti. Alcuni corpi celesti sono già stati scoperti dal pubblico, da quando nello scorso anno il sito è stato allestito da un team internazionale di scienziati. Su Planethunters.org viene illustrato chiaramente come procedere e che cosa è necessario osservare per individuare un nuovo pianeta. Per i cacciatori di pianeti non sarà però possibile dare il proprio nome al frutto della propria indagine (ma gli scopritori verranno comunque eternamente ricordati su tutti i testi scientifici) poichè il corpo celeste deve derivare il proprio nome dalla galassia nella quale è stato individuato.