Saud bin Nasser Al Shahry ha preso la sconvolgente decisione subito dopo che una sentenza del tribunale aveva giudicato la sua duplice professione (esattore e mediatore di controversie) completamente illegale. L’uomo ha provato anche a richiedere un sussidio di disoccupazione, ma i funzionari dell’ufficio preposto gli hanno ricordato che in Arabia Saudita è previsto un aiuto economico solo per coloro che hanno meno di trentacinque anni. Così il bambino è finito in vendita per venti milioni di dollari su Facebook. L’unica condizione posta dal padre del piccolo è conoscere la città di residenza dell’eventuale acquirente. “Voglio offrire una vita decente a mia madre e a mia sorella – si è giustificato Saud bin Nasser Al Shahry – non voglio farle vivere in povertà”. Inoltre si è detto pronto a portare la questione della vendita del figlio in tribunale per portare a termine l’affare. Visto che in Arabia Saudita il commercio di persone è illegale, molti pensano che Al Shahry abbia fatto tutto questo solo per tentare di commuovere un ricco sceicco che potrebbe aiutarlo a sanare le sue disastrate finanze.