Settantaquattro cani, dieci gatti e un numero imprecisato di conigli. Meticci, rottweiler, boxer, pastori tedeschi e maremmani buttati via come rifiuti in un’area isolata dei Regi Lagni, nei pressi di Marigliano, in provincia di Napoli. Un vero e proprio cimitero abusivo, la cui esistenza è stata segnalata in maniera anonima a Striscia la Notizia. “Una scena davvero sconvolgente, mai visti tanti cani morti tutti insieme” ha dichiarato il comandante della polizia municipale mariglianese, Giuseppe Caliendo. Le ipotesi espresse da animalisti e forze dell’ordine spaziano dallo smaltimento illegale di animali deceduti o abbattuti legalmente, alla prova di coraggio (e che coraggio) per nuovi affiliati della camorra. C’è chi sostiene, visto che a tutti i cani sono stati estratti i microchip identificativi, che di mezzo ci siano i canili municipali della zona. Questi eliminerebbero gli animali ma, conservando l’identità elettronica, continuerebbero a percepire i finanziamenti assicurati dai Comuni per ogni randagio ospitato. Infine esiste anche una pista che porta all’estero: non è infatti da escludere che l’espianto dei microchip fosse il fine ultimo dei responsabili della mattanza. Grazie ai dispositivi elettronici sarebbe possibile assegnare ad altri cani identità legali, cosa che ne consentirebbe la libera circolazione in Italia e in Europa. Secondo l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) esisterebbe un traffico di cani di razza dal sud verso il nord del nostro Paese ed è ipotizzabile un traffico di cani destinati alla vivisezione in Germania. Quello che è certo e che, indipendentemente dalle motivazioni, questo orribile ritrovamento ripropone la domanda se esista un animale più feroce e sanguinario dell’uomo?
Soprattutto se assetato di denaro.