Secondo l’Fbi sono state un milione e mezzo le richieste di verifica dei precedenti penali dei possibili acquirenti inviate al National Instant Criminal Background Check System dai responsabili dei negozi specializzati nella vendita di armi. Cinquecentomila sono arrivate nei sei giorni che hanno preceduto il Natale. Il 23 dicembre è stato il secondo giorno-record di tutti i tempi con 102.222 richieste (il primo, con 129,166 richieste, è stato registrato il 25 novembre di quest’anno, il giorno dopo il Thanksgiving Day). Quello registrato in dicembre è stato il numero di richieste più elevato mai effettuate in un singolo mese. Il numero delle armi effettivamente acquistate potrebbe essere stato addirittura superiore se ogni singolo cliente, come consente la legge americana, si fosse portato a casa più di una pistola. Questa improvvisa impennata nelle vendite è stata messa in relazione al periodo di crisi economica che indurrebbe le persone a temere nuove ondate di criminalità. Un’altra ipotesi sostiene che gli acquirenti si stiano affrettando con gli acquisti di armi poiché temono l’introduzione di leggi più restrittive sulle armi da fuoco. La National Rifle Association, la potente organizzazione di di avvocatura per i possessori di armi, sostiene che la gente sia preoccupata della propria sicurezza: “Penso che nelle persone sia emersa una maggiore consapevolezza del fatto che quando accade qualcosa di brutto – ha dichiarato un portavoce del Nra – stia a loro vedersela con i criminali”. Secondo gli attivisti anti-armi invece la corsa all’accaparramento delle armi è motivata soltanto dalla paura instillata sapientemente dalla Nra.