La quindicenne Sahar Gul non ha più visto i suoi genitori dal giorno delle sue nozze e per sei interminabili mesi è stata segregata in un buio sgabuzzino dai genitori del marito. Denutrita, insultata e torturata (la diabolica coppia le ha strappato le unghie, spento sigarette sulla pelle e strappato la carne con delle tenaglie) soltanto perchè rifiutava di prostituirsi. La giovane è stata salvata dalle forze di polizia afghane dopo un’operazione di ricerca nella parte settentrionale della provincia di Baghlan, a seguito della denuncia di scomparsa presentata dai suoi genitori. Attualmente Sahar è in cura presso un ospedale di Kabul. Dopo la sua liberazione, il presidente afghano Hamid Karzai ha richiesto l’avvio di un’indagine immediata.