Fa un certo effetto vedere accomunati il timido cerbiatto Bambi con Forrest “il mondo è come una scatola di cioccolatini” Gump e il geniale e crudele cannibale del “Silenzio degli Innocenti”, ma questi e altri ventidue film hanno tutti un comune denominatore: vengono infatti considerati parte del patrimonio culturale americano e hanno appena fatto il loro ingresso nel National Film Registry statunitense, il più grande archivio del mondo per numero di film e registrazioni video e audio. Le venticinque pellicole sono state scelte martedì scorso tra più di duemila titoli candidati. Il compito della Libreria è quello di assicurare che ogni titolo giunga alle generazioni future, conservando i negativi originali dei film. “Questi film vengono selezionati in base alla loro duratura importanza nella cultura americana” ha detto in un comunicato James H. Billington, a capo della Library of Congress. “Il patrimonio cinematografico deve essere protetto perché questi tesori documentano la nostra storia, la nostra cultura e riflettono le nostre speranze e i nostri sogni.” ha aggiunto Stephen Leggett coordinatore del National Film Preservation Board, che si è anche detto molto contento dell’inclusione nella lista dei film da preservare di “The Negro Soldier”, un documentario prodotto da Frank Capra nel 1944, considerato all’epoca rivoluzionario nel rappresentare realisticamente le condizioni di vita degli afroamericani. La visione del documentario divenne addirittura obbligatoria per le reclute che presero servizio nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale e venne proiettato anche nelle normali sale cinematografiche. Tutti i film candidati a entrare nella libreria del Congresso devono rimanere in una specifica lista per almeno dieci anni. I film più antichi selezionati quest’anno sono entrambi del 1912: “The Cry of the Children” che racconta la nascita e lo sviluppo del movimento di riforma del lavoro minorile negli Usa pre-prima guerra mondiale, mentre “A Cure for Pokeritis” vede come protagonista John Bunny, poco conosciuto da noi, ma considerato negli States la prima superstar del cinema comico. Anche il ben più famoso Charlie Chaplin ha fatto quest’anno il suo ingresso tra i prestigiosi scaffali della libreria nazionale americana con “The Kid” (Il Monello, in Italia). Inoltre il 2011 sarà certamente un anno da ricordare per Sally Field: l’attrice infatti oltre ad avere recitato in “Forrest Gump” è stata la protagonista della pellicola del 1979 “Norma Rae” (la sua performance le valse un premio Oscar), anch’esso entrato nella lista stilata dagli esperti americani.Tra gli altri titoli scelti vale la pena ricordare “The Big Heat” (Il Grande Caldo) film noir del 1954 diretto da Fritz Lang e interpretato da Glenn Ford, “Lost Weekend” (I Giorni Perduti) dramma sull’alcolismo girato da Billy Wilder e premiato con l’Oscar, “Porgy and Bess,” con Sidney Poitier e Dorothy Dandridge, “Stand and Deliver” (La Forza della Volontà) del 1988 e infine il western epico diretto da John Ford “The Iron Horse” (Il Cavallo d’Accaio). Tra i titoli meno noti scelti quest’anno, si segnalano “A Computer Animated Hand” del 1972 e prodotto dal co-fondatore dei Pixar Animation Studios, Ed Catmull, e considerato come uno dei primi esempi di immagini 3D generate al computer. Il cortometraggio dura soltanto un minuto, durante il quale si può vedere una mano che, ripresa da diverse angolazioni, si apre e si chiude. Più specificatamente americano è invece “Crisis: Behind a Presidential Commitment” del 1963, incentrato sul tentativo dell’allora Governatore dell’Alabama, George Wallace, di impedire a due studenti afro-americani di iscriversi all’università dello Stato e delle consultazioni che lo stesso Governatore sostenette alla Casa Bianca con il presidente Kennedy e parte del suo staff per impedire che la vicenda infiammasse gli animi dei neri d’America. Infine “Growing Up Female” del 1971 che, diretto da Jim Klein e Julia Reichert, fu uno dei primi film a documentare il movimento di liberazione delle donne.