Nella nazione asiatica molti ritengono che la bile di orso sia un efficace rimedio contro le ubriacature, ma anche che possa curare la cirrosi o il tumore al fegato. Per questa ragione molti plantigradi vengono detenuti in gabbie piccolissime all’interno di allevamenti illegali in Cina, Laos e Vietnam dove, senza nessuna attenzione per l’igiene, viene estratta loro la bile inserendo un grosso ago direttamente nella cistifellea. Ma forse qualcosa sta cambiando poichè, per la prima volta, un allevatore di orsi ha ceduto gratuitamente i suoi 14 esemplari ad Animals Asia, un gruppo che si occupa della protezione degli animali. Ora i 14 orsi asiatici neri (Ursus Selenarctos Thibetanus) sono al sicuro nel Tam Dao National Park, poco distante da Hanoi. L’orso nero asiatico (conosciuto anche come orso della Luna, a causa della mezzaluna di pelliccia dorata sul petto) è un animale in via di estinzione.”In Vietnam – ha raccontato alla Cnn Tuan Bendixsen, direttore della sezione vietnamita di Animals Asia – gli uomini mischiano la bile di orso con il vino di riso poiché credono che questo li renda più forti e in grado di bere di più. Per migliaia di anni è’ stata utilizzata nella medicina tradizionale, secondo la quale può curare di tutto: dalla cirrosi alle sbornie fino ad arrivare al tumore epatico. Alcuni mischiano la bile con l’alcol per poi sfregare questa miscela sulla pelle al fine di ridurre i gonfiori – ha proseguito Bendixsen – e in questo modo funziona ma ci sono valide alternative come il cortisone”. L’allevatore Nguyen Ngoc Tien ha deciso di cedere gratuitamente i suoi orsi, dopo avere visto alla televisione un documentario sull’attività di Animals Asia. “Se avesse voluto vendere gli orsi avrebbe potuto farlo tranquillamente al mercato nero, ma aveva visto il tipo di lavoro che svolgiamo e si è rivolto a noi – ha sottolineato Bendixsen – ed è la prima volta che recuperiamo un numero così grande di orsi tutti insieme”. Kirsty Officer, capo-veterinaria del Moon Bear Rescue Centre del Tam Dao National Park, ritiene che la decisione di rinunciare al guadagno da parte dell’allevatore è un segnale importante: “ora che abbiamo la prima persona che ha fatto questa scelta – ha detto Officer – ci auguriamo che altri seguano la sua strada”. Al momento i quattordici orsi si trovano nelle gabbie di quarantena del centro. Seguiranno un programma di riabilitazione della durata di tre mesi, al termine dei quali potranno raggiungere gli altri 98 plantigradi che già vivono nella riserva di 30 acri nella valle Chat Dau. Molti di loro mostrano chiari segni dei traumi subiti: alcuni camminano lentamente all’interno del perimetro delle gabbie, uno è praticamente calvo a furia di sfregare ripetutamente la testa contro le sbarre e a molti manca una zampa, chiaro segno del fatto che siano stati catturati in natura. “Questi comportamenti stereotipati sono il segnale che questi animali si sono annoiati fino a impazzire – ha spiegato la dottoressa Officer – Non c’era nulla negli allevamenti che consentisse a questi animali di esprimere i loro comportamenti naturali, così li hanno dovuti sostituire con altri, del tutto innaturali”. In molti casi, gli orsi hanno bisogno di cure mediche immediate come l’espianto delle cistifellea e degli altri organi danneggiati dal processo di estrazione della bile. Le modalità con le quali la bile viene estratta cambia da paese a paese: in Cina, per esempio, la consuetudine è quella di imprigionare gli animali in gabbie strette come bare per limitare al massimo le loro possibilità di movimento. Questo rende più facile e sicuro il “lavoro” degli estrattori di bile che recuperano il prezioso liquido attraverso un catetere. In alcuni casi la cistifellea dell’orso viene suturata a un’apertura nell’addome, in modo che possa essere continuamente drenata. In Vietnam gli animali vengono sedati, spesso con ketamina illegale, portati all’aperto e attraverso l’utilizzo di un lungo ago inserito nella pancia viene estratta la bile. Le condizioni igieniche precarie nelle quali viene poraticato l’intervento spesso comportano gravi infezioni per gli orsi della Luna, una situazione che oltre a mettere in pericolo i plantigradi minaccia anche chi utilizzerà la bile.Alcuni campioni di bile hanno mostrato, una volta esaminati, di essere contaminati pressochè da qualunque cosa, dalle cellule tumorali al pus. Secondo Asia Animals vi sono già stati casi di persone che si sono gravemente ammalate dopo aver ingeritto della bile. E il caso di un anonimo 76enne che a causa di una grave forma di reazione allergica è arrivato in fin di vita in ospedale, dopo avere ingerito il liquido estratto dagli orsi per lenire i dolori dovuti a una caduta. I dirigenti di Animal Asia ritengono che la segnalazione dei casi di questo genere abbia aiutato molto le campagne del gruppo, ma anche che la strada da percorrere sia ancora molto lunga, soprattutto perchè la bile è molto costosa ed è assurta al ruolo di status symbol per i nuovi ricchi asiatici. Trattandosi di un commercio illegale, è’ difficile valutare quale sia il volume d’affari legato al traffico di bile d’orso. Ma qualche anno fa la polizia fece irruzione in un allevamento di Halong Bay, riuscendo a recuperare registri e documentazione che hanno aperto uno squarcio nella segretezza del giro di denaro. In sei mesi gli allevatori hanno venduto 80 mila millilitri di bile a un prezzo compreso tra i sei e i trenta dollari al millilitro per un controvalore di circa 500mila dollari. In Vietnam è illegale estrarre e vendere la bile, ma non lo è avere un orso, a condizione che l’animale vivesse già in cattività prima del 2005. Secondo i dati di Animals Asia negli allevamenti sparsi per il Vietnam sono detenuti 3.567 orsi della Luna. Più di settemila sono quelli chiusi nelle gabbie cinesi ed è cosa nota che esistano allevamenti in Laos, Birmania e Corea del sud. Il governo cinese ha spesso difeso questa assurda pratica, sostenendo che l’allevamento va a favore degli orsi selvatici che altrimenti verrebbero cacciati e uccisi, unico modo per prelevare la cistifellea. L’argomentazione cinese viene decisamente criticata dai gruppi animalisti che sostengono che l’allevamento di orsi finallizzato all’estrazione di bile mette sotto pressione allo stesso modo sia la popolazione di orsi in cattività che quella selvatica. Secondo le stime di Animals Asia, in Vietnam gli esemplari di orso nero asiatico sono poche centinaia e desta preoccupazione la presenza di bracconieri vietnamiti che cacciano gli orsi nelle foreste del vicino Laos, dove questi animali sono molto più numerosi. La popolazione mondiale di orsi della Luna è stimata in un numero che va da 16 mila a 50 mila esemplari. Animals Asia ha raggiunto un accordo con il governo vietnamita per poetre ospitare nel proprio centro fino a duecento orsi, ma il gruppo animalista amaramente ammette di considerare il proprio operato”soltanto un cerotto” se confrontato con la gravità della situazione relativa all’allevamento e al bracconaggio. La speranza degli attivisti è quella di educare le nuove generazioni a proposito del pericolo rappresentato dalle cure a base di bile. “In Vietnam questi rimedi non sono per nulla millenari – ha sostenuto il responsabile degli orsi del Moon Bear Rescue Centre – ma sono stati importati dalla Cina in epoche molto più recenti. Qui ha molto più a che fare con la nuova ricchezza e con gli status symbol”. Il principio attivo presente nella bile, l’acido ursodesossicolico o Udca, ha proprietà antinfiammatorie e può tranquillamente venire sintetizzato in laboratorio. Il problema è che spesso la bile viene usata da ciarlatani che propongono cure miracolose o in rimedi popolari di dubbia efficacia. “Il problema peggiore è quello dei rimedi tradizionali – sottolinea ancora la dottoressa Kirsty Officer – Alla gente viene raccontato che la bile può curare il cancro e allora perchè non prenderne una dose ogni tanto? In questo modo il mito viene continuamente alimentato. L’impegno degli attivisti non è soltanto quello di rimettere in salute gli orsi ma anche quello di evitare di prendere troppa confidenza con loro: “Seguiamo un protocollo molto severo per quanto riguarda la sicurezza, persino se sono stati cresciuti dagli uomini fin da cuccioli. Certo è facile cadere nella tentazione di abbassare la guardia con animali che talvolta si comportano come se fossero domestici – conclude Officer – Sono molto veloci, ma alle volte la tentazione è forte”.