Dal cassonetto dell’immondizia ai caveau delle banche: questa è stata l’irresistibile ascesa del gatto Tommaso (Tommasino, per la sua generosa padrona), felino randagio ritrovato ancora cucciolo dalla signora Maria Assunta (classe 1917), a Roma. La donna due anni fa aveva compilato il proprio testamento, lasciando il proprio patrimonio immobiliare (una villa nel lussuoso quartiere dell’Olgiata, due appartamenti, uno a Roma e uno a Milano e alcuni terreni in Calabria) e mobiliare (diversi conti correnti in varie banche). Nelle volontà della signora è stato inserito un legato a favore della persona, fisica o giuridica, o dell’associazione, animalista che sarebbe stata individuata dagli esecutori testamentari. Questa sarebbe divenuta erede del patrimonio con il perentorio onere di occuparsi del gatto Tommaso e, successivamente alla dipartita del micio, degli altri animali abbandonati. Agli esecutori testamentari della signora romana sono giunte centinaia di richieste da tutta Italia da parte dei possibili eredi “ab legato”: “”Nell’ultimo anno – spiega Anna Orecchioni uno degli esecutori testamentari – ci sono arrivate da tutta Italia centinaia di richieste di possibili candidati al ruolo, ma molte delle offerte ci sono parse sospette, fatte a nome di improbabili associazioni, e questo ci ha costretto a un lungo e scrupoloso lavoro di verifica”. Alla fine la scelta è caduta su Stefania C., infermiera romana quarantottenne, che ha assistito la signora Maria Assunta fino alla sua dipartita, avvenuta due settimane fa. Ora la donna porterà nella sua casa fuori città il gatto Tommaso e un patrimonio stimato in circa dieci milioni di euro. “Non immaginavo che la signora disponesse di quel patrimonio” ha dichiarato sbigottita Stefania C.. “Con la signora – ricorda ancora l’avvocato Orecchioni – l’infermiera condivideva l’amore per cani e gatti: ne ospita parecchi nella sua casa fuori Roma. Ed è certamente la persona più adatta a interpretare al meglio le volontà della sua assistita”.