Negli scorsi tre anni un gruppo di studenti della Georgetown University di Washington, guidati da un professore ex ufficiale del Pentagono, ha lavorato alla decodificazione di centinaia di immagini satellitari, ottenuto documenti riservati militari cinesi e navigato attraverso un mare di gigabyte di dati online. La conclusione alla quale sarebbero giunti è che probabilmente l’arsenale nucleare della Cina è molto più ampio e potente di quanto si è creduto fino a oggi. Lo studio, che non è ancora stato diffuso se non tra i banchi del Congresso statunitense e negli uffici del Pentagono, fornisce per la prima volta informazioni dettagliate sulle migliai di chilometri di tunnel scavati nel sottosuolo cinese dal Secondo Corpo di Artiglieria cinese, un reparto segreto dell’esercito generalmente incaricato di proteggere e distribuire missili balistici e testate nucleari.

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