Mario Monti, in fretta e furia nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è da più parti guardato come l’uomo che saprà raddrizzare la barca, in vero malridotta, sulla quale naviga l’Italia intera. Monti, già commissario europeo sia sotto il primo governo D’Alema che sotto il primo targato Berlusconi, viene indicato come un super partes nel guazzabuglio politico italiano. Un uomo sopra le parti in senso letterale vista anche la credibilità, merce rara di questi tempi, della quale gode anche e soprattutto all’estero. Ma chi è veramente Mario Monti? Nel 1965 si laurea in economia alla Bocconi di Milano e in seguito si specializza a Yale studiando con il Premio Nobel per l’economia James Tobin. Nella sua carriera è stato relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall’inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982), membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987) e del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989). Dal 1988 al 1990 è vicepresidente della Comit e tra il 1989 e il 1994 e prima Rettore e poi presidente della Bocconi. Attualmente è presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg e international advisor di Goldman Sachs. La Commissione Trilaterale è un’organizzazione fondata il 23 giugno 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank. Conta più di 300 membri (influenti privati cittadini come uomini d’affari, politici, intellettuali) provenienti dall’Europa, dal Giappone e dal Nord America, e ha l’obiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree del mondo. Nella sua componente europea ammette 170 membri tra i quali 20 dalla Germania, 18 a testa per Francia, Italia e Regno Unito, 12 dalla Spagna e da 1 a 6 per i restanti Paesi. Nel 1979 l’ex governatore repubblicano Barry Goldwater descriveva la Commissione Trilaterale come ” un abile e coordinato sforzo per prendere il controllo e consolidare i quattro centri di potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico grazie alla creazione di una potenza economica mondiale superiore ai governi politici degli Stati coinvolti”. Lo scrittore francese Jacques Bordiot ha affermato che l’unico criterio per l’ammissione nella Commissione Trilaterale è che i candidati vengano” giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell’organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione” e che “il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale”. Tra i membri italiani dell’organizzazione figurano tra gli altri John Elkann ( presidente di Fiat spa, Exor e della Giovanni Agnelli e C.), Enrico Letta (attuale vicesegretario del Partito Democratico), Marco Tronchetti Provera (presidente di Pirelli e vice presidente di Mediobanca) e Carlo Pesenti (Managing Director di Italcementi). Ma oltre a politici e imprenditori vi sono anche giornalisti come Franco Venturini del Corriere della Sera e l’editorialista del Sole 24 Ore, Stefano Silvestri. Il gruppo Bildenberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, che conta circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. Molti dei partecipanti al gruppo Bilderberg sono capi di Stato, ministri del tesoro e politici dell’Unione Europea ma prevalentemente i membri sono esponenti di spicco dell’alta finanza europea e anglo-americana. La Goldman Sachs, una delle principali banche d’affari del mondo, ha già “donato” alla vita politico-economica italiana svariate personalità come Romano Prodi, Mario Draghi e Gianni Letta. Nel 2010, su incarico del Presidente della Commissione Europea Barroso, Mario Monti ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure per il completamento del mercato unico europeo. Infine, tra le numerose cariche, il futuro presidente del consiglio è anche advisor di Coca Cola Company.