Madre e figlia accusate di amoralità e adulterio sono state lapidate e poi uccise da colpi d’arma da fuoco dai Talebani. Il tutto è avvenuto a trecento metri dall’ufficio del governatore della città di Ghazni, che presto verrà interamente affidata allle forze di controllo afghane. Secondo il capo della polizia della provincia di Ghazni, Zilawar Zahid “Sono state uccise all’interno della casa. Stiamo investigando per scoprire le ragioni per le quali sono state ammazzate e i nostri agenti hanno arrestato due uomini coinvolti nel duplice omicidio”. Zahid ha inoltre dichiarato che le donne non sono state lapidate. Di diverso avviso è invece il corrispondente dall’Afghanistan della Bbc, Bilal Sarwary che racconta un’altra versione dei fatti: un drappello di uomini sarebbe entrato nella casa della giovane vedova e della figlia e, dopo averle trascinate fuori dall’abitazione, le avrebbero dapprima lapidate e in seguito finite a colpi d’arma da fuoco. Il tutto senza che qualcuno muovesse un dito in difesa o soccorso delle due donne. La provincia di Ghazni consta di 18 distretti, dei quali soltanto sette sono sotto il controllo governativo. Nella gran parte della regione i Talebani impongono leggi e tasse. Alle bambine è vietata la scuola e i matrimoni con la presenza di entrambi gli sposi sono vietati (la donna fa troppo rumore, camminando nella sala dove si tiene la cerimonia, e infastidisce gli uomini). Inoltre niente cellulare, videocamere, e musica con l’unica eccezione delle stazioni radio in mano ai talebani e le loro interminabili nenie. Di recente alcuni leader religiosi hanno emesso una fatwa, chiedendo alla gente di segnalare chiunque sia coinvolto in adulterio. Secondo la Afghan Independent Human Rights i casi di violenza sulle donne sono in netto aumento. Nel 2010 erano stati 2.700, mentre nel solo secondo quadrimestre di quest’anno se ne sono registrati già 1.026. Inoltre, in base ai dati della charity Oxfam 87 donne afghane su cento hanno subito violenza psicologica, fisica o sessuale o sono state costrette al matrimonio.