Sono stati sufficienti tredici anni a per aggiungere un miliardo di persone ai sei che già abitavano il nostro pianeta. E fra tredici anni è previsto l’ingresso in scena di un ulteriore miliardo in larga parte proveniente da India e Cina, le due nazioni nelle quali popolazione ed economia stanno crescendo a ritmi vertiginosi, soprattutto se paragonati al costante invecchiamento medio dei cittadini e alle crisi finanziarie di Europa e America del Nord. Il settemiliardesimo abitante nascerà dunque tra pochi giorni e molti sono gli interrogativi e le preoccupazioni che il nascituro porterà con sé. La sua nascita avverrà in un mondo nel quale l’eccesso di sfruttamento delle risorse alimentari, idriche ed energetiche del pianeta è già una ben nota realtà. E quando il settemiliardesimo bambino arriverà sulla soglia della pubertà, ci sarà un altro miliardo di individui che vorrà con pieno diritto una “fetta” della Terra. Un recentissimo rapporto del Population Fund (Unfpa, l’agenzia dell’Onu che promuove il diritto di ogni uomo donna e bambino a condurre la propria vita in salute e con pari opportunità.) ci mostra una chiara fotografia dell’umanità sparsa per il mondo, individuandone criticità e possibili soluzioni. La crescita della popolazione terrestre viene considerata un fenomeno piuttosto recente: 2000 anni fa, il nostro pianeta era abitato da circa trecento milioni di persone e sono stati necessari 1600 anni perchè quella cifra raddoppiasse. A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, “complice” un progressivo abbattimento dei tassi di mortalità nei paesi meno sviluppati, lo sviluppo demografico iniziò a crescere bruscamente fino ad arrivare ai 6.1 miliardi di abitanti nel 2000. Il rapporto di Unfpa, intitolato “Stato della popolazione mondiale 2011: le Persone e le Opportunita’ in un Mondo da Sette Miliardi”, segnala alcune delle tendenze demografiche del mondo: per esempio, attualmente sono 893 milioni le persone che superano i sessant’anni ed è previsto che entro la metà del secolo raggiungano i 2.4 miliardi, ma i giovani sotto i venticinque anni sono già il 43 per cento dell’intera popolazione mondiale. E proprio nei giovani vede la possibile soluzione Babatunde Osotimehin, direttore esecutivo di Unfpa: “I giovani hanno le chiavi del futuro: il potenziale per trasformare il panorama politico globale e far crescere l’ economia attraverso la loro creatività e la capacità di innovazione. Ma l’opportunità di concretizzare il grande potenziale della gioventù deve essere afferrata ora. Dovremmo investire nella salute e nell’educazione dei nostri giovani poichè questo avrà un enorme ritorno in termini di crescita economica e sviluppo, per le generazioni future”. Le nazioni prese in esame nel report di Unfpa sono: Cina, India, Mozambico, Nigeria, Etiopia, Egitto, Messico, ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e Finlandia. Dai dati relativi a queste nazioni si evince che la fecondità è in diminuzione in quasi tutto il mondo, il tasso globale di crescita infatti è sceso del 2 per cento rispetto al picco, raggiunto nel periodo 1965-70. Inoltre una persona su due vive in città e tra soltanto trentacinque anni saranno due su tre. I punti chiave della studio dell’agenzia dell’Onu sono condivisione e sostenibilità delle risorse, pianificazione della crescita dei centri urbani e miglioramento dell’istruzione. Alla luce delle crescenti preoccupazioni destate dall’economia globale, Unfpa evidenzia i pericoli di fronte ai quali potranno trovarsi sia le persone che vivono nei paesi industrializzati che quelle che abitano i paesi in via di sviluppo. “La carenza di manodopera minaccia di ostacolare le economie dei paesi industrializzati, mentre disoccupati che vorrebbero emigrare dai paesi in via di sviluppo trovano sempre più confini chiusi alle competenze che potrebbero offrire. Inoltre se da un lato sono stati compiuti notevoli progressi nel ridurre la povertà estrema, dall’altro il divario tra ricchi e poveri si è allargato ovunque”. Le stime del Population prevedono che in questo secolo l’Asia rimarrà il continente più popolato e che l’Africa triplicherà i suoi abitanti, passando dall’attuale miliardo a 3.6 miliardi nel 2100. Gli abitanti di tutte le altre aree geografiche (comprese le Americhe, l’Europa e l’Oceania) che al momento sono un miliardo e settecentomila raggiungeranno i due miliardi nel 2060. Una piccola curiosità: a chi vuole conoscere la propria posizione nei sette miliardi di abitanti della Terra, Bbc propone un semplice giochino: è sufficiente inserire la propria data di nascita per avere una stima del proprio ranking nella popolazione mondiale

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