Secondo un recente reportage investigativo della Bbc nello stato africano i bambini vittime di sacrifici umani stanno aumentando rapidamente e la polizia fa ben poco per risalire ai colpevoli e ancora meno per proteggere le vittime potenziali.Si tratta di un fenomeno disgustoso, che non ha nulla a che fare con antiche credenze tradizionali, secondo le quali sacrificare la vita di un bambino è un rito che porta buona salute e denaro a chi lo commissiona. A compierli sono i cosiddetti witch doctors o stregoni che utilizzano per le loro pratiche bambini rapiti. Negli ultimi tempi sono stati molti i corpi ritrovati orrendamente mutilati a causa di questa preoccupante ascesa dei credenti nel potere del sacrificio umano. La paura serpeggia tra la popolazione, i genitori e gli insegnanti cercano di non perdere mai d’occhio i piccoli e lungo le strade campeggiano manifesti che avvertono dei pericoli legati ai sacrifici. In alcune missioni agli alunni viene insegnata una canzone dal titolo “Guariamo la nostra nazione. Finiamola con i sacrifici di bambini”. Secondo Peter Sewakiryanga, pastore a capo della chiesa Kyampisi Childcare Ministries, alla base dell’aumento del numero di rituali che implicano la morte di minori c’è il fatto che “la gente ama il denaro e tanti vogliono diventare più ricchi”. La credenza che grazie ai macabri rituali si arrivi al benessere ha reso i bambini “beni” commerciali con un vero e proprio mercato basato sul binomio richiesta/offerta. Secondo i dati della polizia ugandese nel 2006 sarebbe stato accertato un solo caso, nel 2008 venticinque e nel 2009 altri ventinove. Ma Sewakiryanga contesta le cifre diffuse dalle autorità, sostenendo che ci sono stati più minori morti soltanto nella sua parocchia di quelli dichiarati in tutta la nazione. Secondo un rapporto della Jubilee Campaign, una charity che si occupa di tutela dei minori, sono 900 i bambini ugandesi finiti nelle mani dei witch doctors. I parenti delle piccole vittime parlano di una polizia indolente e di offerte di denaro da parte degli stregoni per evitare guai con la legge. Il capo della task force della polizia ugandese contro i sacrifici umani, Bignoa Moses, sostiene che i suoi agenti fanno il possibile ma che spesso non hanno le prove e i testimoni per agire contro gli stregoni. Nel principale ospedale di Kampala, la capitale della nazione africana, è ricoverato Allan, nove anni, sopravvissuto a un colpo di machete che intendeva decapitarlo. Il bimbo ha riportato danni ossei e cerebrali e, nel corso del rito, è stato anche castrato. Dopo un mese di coma, il piccolo ha riconosciuto chi lo aveva ridotto in fin di vita, ma la polizia ha definito le sue dichiarazioni inattendibili. L’uomo accusato da Allan si chiama Awali. Il cronista investigativo della Bbc Chris Rogers, si è finto un uomo d’affari locale e ha sparso la voce di essere alla ricerca di un witch doctor in grado di praticare un rito propiziatorio che portasse successo e fortuna alla sua attività. L’uomo ha incontrato Awali e questo gli ha ben presto proposto l’incantesimo più potente: il sacrificio di un bambino. “Ci sono due modi di farlo – ha spiegato Awali – Possiamo seppellire il bambino vivo dove stai costruendo la tua sede o lo possiamo tagliare a pezzi e mettere il suo sangue in una bottiglia. Se è maschio gli tagliamo la testa e i genitali e li seppelliamo insieme alle sue mani e i suoi piedi”. Al termine della trattativa (nel corso della quale Awali ha ammesso di avere già praticato altre volte il sanguinario rito) l’inviato della testata inglese si è rivolto alla polizia, ma a tutt’oggi Awali è un uomo libero. Il piccolo Allan ha riconosciuto il suo carnefice anche nelle immagini che il giornalista britannico gli ha mostrato sul proprio laptop. Secondo Sewakiryanga senza l’aiuto delle forze dell’ordine rimane ben poco da fare per protteggere i bambini da questa assurda minaccia: “I bambini non hanno voce, poichè viene messa a tacere dal silenzio della legge e della polizia e dalle persone che pur leggendo questi fatti sui giornali non alzano un dito. Noi dobbiamo resistere e fare tutto ciò che è possibile per estirpare questo male. E pregare affinchè il governo ci ascolti”.