Dopo una suggestiva e delirante cerimonia al Sanders Thatre di Harvard ecco la lista dei vincitori degli IgNobel, gli studi scientifici più stravaganti che ormai da ventun anni vengono premiati.
Avete presente i macchinoni di lusso parcheggiati impunemente e con strafottenza in seconda se non in terza fila? Ecco, Arturas Zuokas, sindaco di Vilnius, propone una soluzione molto semplice in un video dal titolo esplicativo “Sembra che il tank sia la migliore soluzione” e l’idea geniale gli vale un IG Nobel nella categoria Pace.
Ma il delirio non è finito e oltre al carro armato che passa sopra la macchina lussuosa, andando a spulciare tra i vincitori della ventunesima edizione degli IgNobel si trova tutto e di più, e come suggerisce lo slogan ufficiale (Research that makes people LAUGH and then THINK) tra una risata e l’altra c’è anche qualche studio che fa riflettere. Il vincitore della categoria Fisica dimostra perché i lanciatori del disco soffrono di vertigini e quelli di martello no, quello della sezione Sicurezza Pubblica dimostra l’effetto di disturbo e fastidio in macchina di un elmetto che cade in continuazione davanti alla faccia del conducente, mentre l’Ig Nobel per la Biologia va a uno studio che cerca di spiegare perché i coleotteri talvolta si accoppiano con le bottiglie di birra. Uno dei più seri (per usare un eufemismo) è il riconoscimento nella categoria Medicina, che spetta a un neurologo statunitense e a un neurologo olandese che hanno dimostrato indipendentemente come mai quando si prende una decisione importante sopraggiunge sempre, con scientifica precisione, la necessità di fare la pipì. And the winner is…: la cerimonia nel corso della quale è stata resa pubblica la lista dei vincitori è stata ovviamente e prevedibilmente una sorta di teatro dell’assurdo. Dietro l’iniziativa ci sono gli Annals of Improbable Research, il cui editor Marc Abrhams è il naturale padrone di casa e ideatore dell’evento. Non è mancata l’ironia, quell’ironia che fa pensare come recita il motto della cerimonia. Aspettando i Nobel veri, quelli seri e cruciali che fanno progredire l’umanità. Ma senza nulla togliere a questi loro parenti pazzerelli. Che però probabilmente hanno un loro perché (quasi sempre).

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