Sono passate quattro decadi da quando James Douglas Morrison venne ritrovato cadavere nella vasca da bagno della sua casa parigina di Rue de Beautreillis. Nel corso degli anni sulla sua morte è stato scritto e detto di tutto: suicidio, omicidio, overdose e c’è stato addirittura chi ha sostenuto che si trattasse di una sceneggiata montata ad arte per consentire a Jim di abbandonare la scena e tornare nell’anonimato per dedicarsi alla poesia. La sua tomba si trova nel cimitero civile Père – Lachaise nella capitale francese (dove sono seppeliti i resti di molti altri personaggi illustri da Cyrano de Bergerac a Chopin, Oscar Wilde, Proust e Modigliani fino ad arrivare a Edith Piaf, Maria Callas e Annie Girardot) e ieri, in occasione del quarantennale della scomparsa del re Lucertola, una folla variegata ha voluto rendere omaggio a Jim Morrison. Vecchi hippies, giovani fan della band (nati quando Morrison era già morto), coppie attempate animate dalla nostalgia e gente comune si sono riuniti attorno alla tomba del frontman più colto e audace della musica rock. Mischiati tra la folla si sono visti anche due membri dei Doors, il chitarrista Robbie Krieger e il tastierista Ray Manzarek. Come da copione, l’anniversario della morte di Jim Morrison ha portato con sé anche l’inevitabile cofanetto (intitolato semplicemente A Collection) che racchiude i sei album registrati dai Doors tra il 1967 e il 1971 e un film documentario incentrato sulla carismatica figura di Mr.Mojo Risin (un altro dei soprannomi di Morrison che è anche l’anagramma del suo nome) intitolato When You’Re Strange, doppiato nell’edizione italiana da (sic) Morgan.