Peter Falk, da tempo malato di Alzheimer, è morto a 83 anni nella sua villa di Beverly Hills e con lui non se ne va soltanto il personaggio che lo ha reso famoso in tutto il mondo, ma anche un’era televisiva che non conosceva ancora i canali satellitari e la tv on demand ed era costruita su personaggi ai quali ci si poteva affezionare (o odiarli). Certamente il tenente Colombo (o Columbo in originale) era uno di questi: un uomo qualunque, bruttino, perennemente trasandato e con il sigaro spento tra le dita o in bocca. Al contrario di tutti i detective bellocci e perennemente impegnati tra corse sfrenate su auto scintillanti e relazioni con donne bellissime e pericolose, Falk/Colombo viaggiava su un’automobile ammaccata (una Peugeot 403 cabriolet del 1959), avvolto in un impermeabile stropicciato e, talvolta, accompagnato dal suo cane, un bassetthound chiamato semplicemente “cane”. Il personaggio interpretato nel telefilm, un detective dela sezione omicidi del New York Police Department, sembrava svagato e talvolta assente e spesso, nel corso dei suoi interrogatori, poneva domande ovvie e sciocche fino al momento del congedo dall’interrogato durante il quale Colombo si allontanava per poi tornare prontamente indietro e porre la domanda che davvero gli stava a cuore (“Just one more thing….”). Il detective risolveva i più intricati casi di omicidio grazie alla capacità di osservare i più piccoli dettagli e alle sue qualità umane che spesso lo portavano ad avere un rapporto quasi di amicizia con i sospettati. Mai armato, il tenente Colombo era in grado di inchiodare anche il più violento degli assassini semplicemente con una logica ferrea e dimostrando puntigliosamente tutte le ragioni e gli indizi che lo accusavano. Trasmesso in Italia, prima da Raidue e poi da Retequattro, ha appassionato e divertito intere generazioni affascinate dalla “normalità” portata sullo schermo da Peter Falk. In numerosi episodi della serie fecero apparizioni e cameo attori noti (Faye Dunaway, Leslie Nielsen e Rod Steiger, tra gli altri) e alcuni che lo sarebbero diventati (Jamie Lee Curtis, Martin Sheen e Jeff Goldblum) ma anche star della musica come Little Richard, che interpretò sé stesso in Colombo e l’assassinio di una rockstar nel 1991. Inoltre a dirigere il primo episodio della prima serie (Murder By The Book) fu l’allora ventisettenne Steven Spielberg. Da ricordare il “mistero”della moglie del celebre detective, continuamente evocata e mai apparsa in tv (sebbene nel 1979 Kate Mulgrew abbia provato ad interpretarla nel telefilm Mrs.Columbo, scarsamente apprezzato dal pubblico e abbandonato dopo poche puntate). Peter Falk, due volte nominato per l’Oscar ( Sindacato Assassini e Angeli con La Pistola) qualche anno fa era stato fotografato per le strade di Los Angeles mentre sporco e trasandato vagava in stato confusionale urlando e sbraitando come uno dei tanti homeless americani. La figlia adottiva Catherine e la seconda moglie dell’attore, Shera Danese, si contesero a colpi di avvocato la tutela di Falk e dei suoi beni (a spuntarla è stata la moglie). Nella sua biografia, Just One More Thing pubblicata nel 2006, Peter Falk aveva definito la morte “nient’altro che un’entrata, una porta da aprire” e ora che la porta è stata aperta attraverso quell’uscita se ne vanno l’uomo, l’attore, i suoi personaggi e una piccola parte di tutti noi.