La vera e propria fissazione cinese di copiare i più disparati prodotti occidentali (spesso con risultati nettamente inferiori, in termini di qualità) trova un’eclatante conferma nel progetto della Minmetals Land ltd., comparto immobiliare della più grande compagnia metallurgica cinese. Quello che l’azienda intende fare è costruire nella città di Huizhou, situata nella provincia meridionale del Guandong, una replica esatta della cittadina austriaca di Hallstatt, piccolo centro con meno di mille abitanti e, dal 1997, patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco. Hallstatt, affacciata sul lago omonimo, è meta ogni anno di centinaia di migliaia di turisti. Ed è proprio sotto le spoglie di normali visitatori che gli inviati di Minmetals hanno fotografato in gran segreto ogni singolo edificio della cittadina negli ultimi tre anni. Il progetto prevede la costruzione di un paese di ventimila metri quadrati, lago artificiale e negozio di souvenir in stile austriaco inclusi, che comporterà una spesa di circa sei miliardi e mezzo di euro. I costruttori cinesi pubblicizzano la loro iniziativa come “la creazione di un’area residenziale esclusiva e a bassa densità, circondata dalle montagne e con vista sul lago” assicurando anche che gli edifici saranno in puro stile europeo. Nelle intenzioni degli uomini di Minmetals questo dovrebbe attrarre sia i numerosi neo-ricchi cinesi che quegli europei residenti in Cina attanagliati dalla nostalgia di casa. Il piano segreto di copiare integralmente Hallstatt è venuto fuori a causa di un’incauta “turista” cinese che ha mostrato a Monika Wenger, proprietaria dell’Heritage Hotel (che con i suoi quattrocento anni è la costruzione più antica del luogo), disegni e mappe della piazza del mercato, del suo stesso hotel e di altri siti che ricalcavano in maniera speculare quelli di Hallstatt. Gli abitanti del piccolo paese alpino sono divisi tra l’orgoglio di vedere apprezzata la propria cittadina e il fastidio nei confronti dell’approccio un po’subdolo da parte dei cinesi. “Non mi piace pensare che siano venuti qui per anni a misurare, fotografare e studiare noi e le nostre case – ha detto Monika Wenger – Mi sarei aspettata un approccio più chiaro e diretto da parte loro. Invece tutta la faccenda fa venire in mente un Grande Fratello che ci spia”.