Sono circa una dozzina all’anno i turisti nipponici (principalmente donne attorno ai trent’anni) che vengono rimpatriati d’urgenza dalla capitale francese. I turisti che soffrono della sindrome di Parigi (o di Notre Dame, patologia individuata circa vent’anni fa da Hiroaki Ota, uno psichiatra giapponese che esercita proprio nella Ville Lumiere) sperimentano un disagio derivante da una visione idealizzata della capitale e vengono destabilizzati dalla profonda differenza culturale esistente tra le due nazioni. In poche parole per i giapponesi, abituati a una società formale, educata e poco abituata ad alzare la voce, l’incontro/scontro con la caotica (e talvolta sgarbata) realtà parigina può essere davvero choccante.