Jayce Lee Dugard aveva undici anni quando, nel 1991, venne rapita dai coniugi Garrido. Per diciotto anni è stata segregata e violentata (ha dato alla luce due bambine). Ieri, il tribunale di Placerville (California) ha condannato Philipp Garrido a 431 anni di carcere e sua moglie Nancy a 36. Jaycee, che ha preferito non comparire in aula, ha incaricato sua madre di leggere una lettera nella quale ha espresso tutto il proprio disprezzo nei confronti dei suoi rapitori. Il 10 giugno 1991 Jaycee venne rapita a South Lake Tahoe sotto gli occhi del patrigno (Carl Probyn, inizialmente ritenuto responsabile dell’accaduto) alla fermata dove era solita attendere il bus della scuola. Dopo di che sparì per diciotto anni e a nulla servirono le ricerche avviate poche ore dopo la sua scomparsa. Il suo caso, in breve, balzò agli onori della cronaca nazionale e la madre, Terry, fondò un gruppo chiamato Jaycee’s Hope che nel corso degli anni ha provveduto a mantenere vivo l’interesse attorno alla scomparsa della giovane. Child Quest International e il National Center for Missing and Exploited Children collaborarono alla ricerca e il caso di Jaycee Dugard è stato più volte proposto nel popolare show televisivo statunitense America’s Most Wanted. Nel corso della sua prigionia Jaycee ha dato alla luce due bambine (nell’agosto del 1994 e nel novembre del 1997). La giovane si presentava come Alyssa sostenendo di essere la figlia dei Garrido e la sorella maggiore delle bimbe e, pur avendo avuto numerose possibilità di fuga e di contatti con estranei, non ha mai rivelato la sua vera identità, dimostrando di soffrire della cosiddetta sindrome di Stoccolma. . Per comprendere come si è arrivati alla soluzione del caso è necessario ripercorrere alcune tappe della vita di Philip Craig Garrido. L’uomo era gia stato protagonista di reati a sfondo sessuale con vittime minorenni: a ventuno anni violentò una quattordicenne ma non venne mai processato poichè la ragazzina rifiutò di testimoniare. Nel 1976 rapì (sempre a South Lake Tahoe) e violentò Katherine Callaway e la perizia psichiatrica richiesta dalla corte che lo condannò a cinquant’anni di prigione (ma uscì sulla parola nel 1988) lo definì “un deviato sessuale cronicamente dedito agli stupefacenti”. Nel corso della sua detenzione incontrò Nancy Bocanegra, poi divenuta sua moglie, che si trovava nel penitenziario in visita a uno zio. Il 24 agosto 2009 Philip Garrido si presentò negli uffici del Fbi a San Francisco per consegnare un plico che conteneva la sua ricetta per sconfiggere i comportamenti sessuali criminosi come quelli che egli stesso aveva compiuto. Nello stesso giorno si recò anche alla University of California Berkeley per richiedere un permesso per un evento religioso che intendeva organizzare nel campus dell’ateneo. Garrido aveva un blog associato a quella che chiamava la Gods Desire Church, da lui ideata, nel quale sosteneva di essere in grado di controllare i suoni con la mente. La responsabile degli eventi universitari, Lisa Campbell, si insospettì degli strani discorsi dell’uomo e, pur fissando un nuovo appuntamento per il giorno successivo, segnalò il fatto alla polizia. L’indomani Garrido arrivò negli uffici dell’ateneo californiano tenendo per mano le due bambine che aveva messo al mondo, presentandole come le proprie figlie. Il poliziotto presente all’incontro sapeva che l’uomo che aveva davanti era in libertà vigilata per violenza sessuale e non potè evitare di notare lo strano comportamento delle bimbe. Di segnalazione in segnalazione si arrivò a un drammatico confronto negli uffici dei responsabili della libertà vigilata di Garrido, nel corso del quale tutti mentirono (compresa Jaycee) ma, alla fine, la verità venne a galla: a diciotto anni dalla sua scomparsa Jaycee Lee Dugard era stata ritrovata. La ragazza, oggi ha trentuno anni e vive in una località segreta con le due figlie, presenterà presto il libro nel quale ha raccolto le memorie della sua lunga prigionia che si intitolerà A Stolen Life (una vita rubata). Ieri nell’aula del tribunale di Placerville la madre di Jaycee ha letto le prime parole che sua figlia abbia mai indirizzato verso i suoi rapitori a partire dal momento della sua liberazione: ” Ho deciso di non essere qui oggi perchè mi rifiuto di sprecare un altro secondo della mia vita in vostra presenza. Ho preferito farvi leggere queste righe da mia madre. Phillip Garrido, sei sbagliato. Non sono mai riuscita a dirtelo, ma ora ho la libertà e ti dico che sei un bugiardo e tutte le tue cosiddette teorie sono sbagliate. Tutto quello che mi hai fatto era sbagliato e spero che un giorno te ne renderai conto. Quello che tu e Nancy avete fatto è stato riprovevole. Non c’è nessun Dio nell’universo che possa perdonare le vostre azioni. A te, Phillip, dico che sono sempre stata un oggetto del tuo divertimento. Ho odiato ogni secondo di quei 18 anni a causa tua e delle perversione sessuali in cui mi hai coinvolto. A te, Nancy, non ho nulla da dire. Entrambi potete risparmiare le vostre scuse e le vostre parole vuote. Per tutti i crimini che avete commesso, spero che avrete tante notte insonni così come le ho avute io. Sì, ripenso a tutti quegli anni e sono arrabbiata perchè avete rubato la mia vita e quella della mia famiglia. Fortunatamente ora sto bene e non vivo più in un incubo. Ho una famiglia meravigliosa e splendidi amici che mi circondano. Questo non potrete più togliermelo”.