Un sondaggio commissionato da Reuters News e condotto dall’azienda specializzata Ipsos rivela che il 51 per cento delle 18.829 persone intervistate in 23 stati crede fermamente nell’esistenza di un’entità divina (il 45 per cento a un solo Dio e il 6 a più divinità), mentre il 18 per cento non ci crede e il 17 non sa che fare. Analogamente un altro 51 per cento sotiene l’esistenza dell’aldilà, controbilanciato però questa volta da un 28 per cento che rititene che con la fine della vita tutto finisca e un 26 per cento che non si pone il problema. Infine il sondaggio ha rivelato che quattro individui su dieci credono nell’evoluzione della razza umana, il 28 si ispira alla teoria creazionista (che vede Dio come unico creatore) e il 31 per cento non sa a cosa credere. Tra i monoteisti le percentuali più alte si registrano in Indonesia (93 per cento) e Turchia (91 per cento) mentre chi adora più divinità vive principalmente in India (24 per cento) e in Cina (14 per cento). L’Europa detiene il primato di coloro che “non credono” con Francia (39 per cento) e Svezia (34 per cento) a tirare il gruppo che include anche Gran Bretagna, Belgio, Germania e, unico paese non europeo, il Giappone che è anche la prima nazione per quanto riguarda l’indecisione (in totale è il 54 per cento dei quali il 34 ogni tanto crede e il 20 è decisamente incerto se farlo o no). Ma nel corso del sondaggio gli specialisti hanno cercato anche di ottenere informazioni sulle aspettative della gente nella vita oltre la vita. Il 51 per cento ci crede eccome(ma il 23 per cento non crede nell’inferno o nel paradiso, il 19 invece sì, mentre il 7 per cento attende la reincarnazione e il 2 crede nel paradiso ma non nell’inferno). Il 23 per cento sostiene che si smetta semplicemente di esistere e il 26 ammette di ignorare che cosa accaddrà alla loro morte. Il Messico è la nazione nella quale l’aldilà viene dato per certo maggiormente (40 per cento) senza accettare però il binomio paradiso/inferno. Ampiamente condiviso invece in Indonesia, dove il 62 per cento degli intervistati ha affermato di credervi. Tra coloro che credono nella reincarnazione svetta inaspettatamente l’Ungheria (13 per cento), seguita da Brasile e Messico (ma l’India?). La Svezia (41 per cento) e la Corea del Sud (40 per cento) guidano rispettivamente la lista di coloro che “non sanno cosa accadrà” e quella di chi sostiene che si smette di esistere. Il tema della creazione è quello che ha suscitato molta attenzione e un esito più variegato: il 41 per cento si definisce “evoluzionista” (a primeggiare sono svedesi e tedeschi), il 28 per cento “creazionista” (Arabia Saudita e Turchia, le nazioni leader) e il 31 afferma “di non sapere cosa credere e di rivolgersi a entrambe le dottrine di volta in volta (Russia e Italia)