Nel 1821, il diciottenne John Horwood, il cui scheletro è stato ritrovato appeso all’interno di un armadio dell’Università di Bristol, era stato condannato a morte tramite impiccagione per l’omicidio della ex fidanzata Eliza Balsom. Da allora i suoi resti mortali non hanno mai avuto una degna sepoltura e sono rimasti chiusi in una vetrina senza che nessuno li reclamasse. Ora Mary Halliwell, lontana discendente di Horwood (dopo avere vinto una causa contro la Bristol University) può finalmente restituire dignità al suo avo, commemorandolo con un funerale previsto per oggi, a centonovant’anni esatti dal giorno nel quale John Horwood venne giustiziato. Il 26 gennaio 1821, il giovane aveva colpito alla testa la sua ex fidanzata con un sasso, ferendola non gravemente. La morte era sopraggiunta a seguito di un maldestro tentativo da parte di un chirurgo, il dottor Richard Smith, di allentare la pressione cranica di Eliza, praticandole un foro nella testa. L’undici aprile dello stesso anno, John venne processato e nell’arco di un solo giorno condannato all’impiccagione. La sentenza venne eseguita due giorni dopo e il corpo di Horwood venne consegnato allo stesso dottor Smith che aveva causato la morte di Eliza. Il medico praticò la dissezione del cadavere davanti a ottanta persone e, al termine, dopo avere impedito la consegna del corpo alla famiglia, tenne per sé lo scheletro del presunto omicida. Un particolare piuttosto raccapricciante riguarda la fine che fece la pelle del giovane impiccato; con essa, infatti, venne rilegato un libro dedicato al caso dell’omicidio di Eliza Balsom. La signora Halliwell (John Harwood era il fratello del suo bis bis bis bisnonno) ha recentemente dichiarato : “Sono davvero adirata dal fatto che un essere umano, il dottor Smith, abbia potuto compiere un atto così barbaro nei confronti di un suo simile”. Si dice che John Horwood, nei giorni precedenti alla sua morte si rivolse a Dio affermando “di non avere voluto togliere la vita a Eliza” pur confessando di avere pensato qualche volta di ucciderla.