Nel 1943 il ventiquattrenne Peter Florjancic faceva parte della nazionale yugoslava di salto con gli sci e viveva a Bled, nella Slovenia settentrionale, all’epoca occupata dalle truppe naziste. Per evitare di venire arruolato e mandato a combattere sul fronte russo Florjancic, accompagnato da un amico in una vacanza a Kitzbuehel (Austria) simulò la propria morte e attraversò il confine con la neutrale Svizzera. Non sarebbe tornato a casa se non dopo cinquant’anni, ma nel frattempo ha brevettato più di 230 invenzioni e guadagnato e dilapidato capitali mentre frequentava il jet set. Poco dopo essere arrivato a Berna, brevettò un telaio tessile per disabili, guadagnando 100 mila franchi svizzeri che, all’epoca, come sostiene l’inventore sloveno “erano sufficienti a comprare tre case di lusso“. Ma Peter Florjancic preferì spendere gran parte del denaro facendo la bella vita tra Davos e Zurigo. Nel 1950 una vacanza a Montecarlo si trasformò in un soggiorno durato tredici anni nel corso del quale Florjancic inventò lo spray atomizzatore per profumi ancora in uso ai giorni nostri. Dal Principato di Monaco si trasferì nel 1963 a Villach in Austria, dove ideò dei pattini da ghiaccio e delle cornici per foto, rigorosamente di plastica. Ma non tutti i progetti di Peter Florjancic (che tra le sue invenzioni vanta anche un porta cannuccia per bibite e un raffreddatore per drink) sono andati a buon fine. Infatti nel 1957 disegnò quello che oggi è conosciuto come airbag, ma non riuscì a metterlo a punto per i limiti imposti dai materiali plastici dell’epoca. Negli anni passati a Montecarlo, per le stesse ragioni, abbandonò l’idea di creare una cerniera in plastica e a questo proposito ricorda: “Avevo fatto questa cerniera di plastica nel 1948 e la gente ne era entusiasta. Abbiamo lavato il giubbotto sul quale era montata e tutto era perfetto. Poi però l’abbiamo stirato e non siamo più riusciti ad aprire la cerniera perchè si era fusa. Lo champagne che avevamo in serbo per festeggiare lo bevemmo per consolarci del fallimento”. Florjancic non registrò il brevetto e quando anni dopo la sua zip venne reinventata usando materiali più resistenti non ricevette alcun compenso. Ciononostante nel corso della sua carriera ha avuto successi sufficienti a consentirgli di realizzare il suo desiderio di frequentare l’alta società. “Ero al posto giusto nel momento giusto” racconta oggi Florjancic che, figlio di albergatori, ha trascorso venticinque anni negli hotel più lussuosi d’Europa e ancora oggi il novantaduenne inventore ha il suo ufficio accanto alla sala da pranzo di un hotel della sua città natale. Alle pareti sono appese le foto di tutte le persone famose che ha incontrato nel corso della sua stravagante carriera: Winston Churchill, Wally Simpson, re Farouk, Konrad Adenauer. Durante le olimpiadi invernali del 1936 strinse la mano ad Heinrich Himmler, uno degli uomini più potenti della Germania nazista e nel 1957 ebbe un piccolo ruolo nel film Montecarlo Story con Marlene Dietrich. Tra tutte le celebrità incontrate la persona che più ha conquistato Florjancic è stato l’oceanografo e documentarista francese Jacques Cousteau. “Tutte queste persone si interessavano molto alla storia della mia fuga, la raccontavo in continuazione” rammenta Florjancic che soltanto nel 1998 ha fatto ritorno in patria. “Avevo promesso a mia madre che sarei tornato a Bled per morire”. Ma, benché quasi cieco, il novantaduenne continua a lavorare, anche perché sostiene che “solo quando lavori mantieni la mente lucida”. Nel 2007 Florjancic ha dato alle stampe la sua autobiografia nella quale si descrive in questo modo: “ho avuto cinque cittadinanze e 43 macchine. La professione di inventore mi ha costretto a trascorrere venticinque anni negli hotel, quattro in macchina, tre a bordo di un treno, uno e mezzo seduto in un aereo e un anno sulle navi”. Nonostante le frequentazioni e la vita errabonda Florjancic è stato sposato per 65 anni con sua moglie Verena, conosciuta in Svizzera, poco dopo la rocambolesca fuga dalla Yugoslavia occupata.