I ricercatori National Health and Medical Research Council of Australia devono avere pensato che i test condotti nei loro laboratori sui danni cerebrali causati dall’uso di ecstasy non fosserro del tutto al passo con la realtà. I loro esperimenti venivano condotti solo con Mdma (3,4-metilenediossimetamfetamina), il composto sintetico alla base dell’ecstasy, ma il sospetto era che che le pillole vendute per strada o nei locali non fossero, per così dire, altrettanto pure. Hanno quindi assoldato 56 consumatori abituali e li hanno seguiti in party casalinghi nei quali circolavano le pastiglie. La preoccupante conclusione alla quale sono giunti è che l’ecstasy è molto più pericoloso di quanto si pensasse, anche in virtù del fatto che quello venduto per strada è spesso composto da un mix di stupefacenti. Gli studiosi australiani hanno raccolto campioni delle pillole e hanno effettuato esami sui volontari per accertare il livello di Mdma nel loro sangue. Le compresse, una volta esaminate, sono risultate essere composte al cento per cento da Mdma solo nella metà dei casi. La restante parte è costituita da meta-anfetamina che, talvolta, soppianta interamente l’Mdma. La ricerca, che intendeva essere il più aderente possibile alla realtà, ha previsto inoltre che i volontari potessero assumere tutte le pastiglie che desideravano (alcuni sono arrivati a cinque). Il contenuto di Mdma delle pillole usate nello studio è risultato variare da 25 a 200 milligrammi. “Questo dato desta preoccupazione per al salute pubblica – ha scritto il capo della ricerca, Rod Irvine – in particolare ci inquieta l’esistenza di pillole con un dosaggio pari a 200 milligrammi”. Nel test australiano il sangue dei giovani volontari è stato misurato ogni ora, per le cinque ore successive all’assunzione dello stupefacente. “Siamo rimasti sorpresi dal fatto che la concentrazione di Mdma nel sangue – aggiunge ancora Irvine – non abbia mai smesso di aumentare. I livelli più alti che abbiamo registrato sono molto vicini a quelli in grado di causare un danno cerebrale sui modelli animali”. Nel sangue di tre partecipanti al test è stato rilevato un tasso di concentrazione di Mdma pari a 700 milligrammi per litro, dosaggio tossico per i primati da laboratorio. La ricerca ha evidenziato anche che i consumatori di ecstasy sono soliti inghiottire una nuova pastiglia ancora prima che la precedente abbia raggiunto il massimo dell’effetto. In 14 volontari sono stati registrati valori mai sperimentati, per ragioni etiche, nei laboratori. Questo ha portato gli esperti australiani a concludere che nei loro test “i dosaggi usati non riflettevano le quantità di uso comune”. Nessuno dei giovani volontari ha avuto problemi di salute nel corso della serata in esame e a ciascuno di loro sono stati consegnati duecento dollari australiani per la collaborazione.