Il 9 luglio del 1958, l’insenatura di Lituya Bay in Alaska fu il teatro del più grande tsunami mai documentato al mondo. Lituya Bay è un fiordo prodondo circa quindici chilometri e largo tre situato nei pressi del confine con il Canada. Fa parte del Glacier Bay National Park and Preserve, parco nazionale americano che si estende per tredicimila chilometri quadrati. Il 9 luglio 1958, verso le otto di sera, una sfortunata catena di eventi portò alla formazione di un’onda che raggiunse i 524 metridi altezza: un terremoto (che superò la magnitudine 8 della scala Richter), movimenti della placca tettonica e il collasso di una montagna concorsero a formare l’impressionante muro d’acqua che, dirigendosi dalla costa verso il mare aperto, trascinando via alberi e vegetazione delle montagne circostanti fino a un’altezza di 524 metri. La massa di roccia da da 30.6 milioni di metri cubi che staccandosi generò lo tsnuami, cadde da 914 metri di altezza. In quel momento, in mare si trovavano tre imbarcazioni; una fu affondata dalla forza dell’onda e le persone a bordo morirono annegate. Le altre due barche riuscirono a calvacare l’immensa massa d’acqua e a mettersi in salvo. Sulla Edrie, una delle due barche superstiti, si trovavano Howard G. Ulrich e suo figlio Sonny. Pochi minuti dopo la scossa sismica, i due udirono un minaccioso rombo provenire dalle montagne che circondano Lituya Bay, al quale fece seguito un breve silenzio. Ma subito dopo, ricorda Howard G. Ulrich “captai con la coda dell’occhio uno strano movimento. E quando guardai in quella direzione, vidi quella che mi parve un’esplosione nucleare. Dopo l’impatto della roccia si formò un’onda enorme, un vero e proprio muro d’acqua”. L’uomo aveva calato l’ancora con settantatre metri di catena che però si strapparono come una stringa al sopraggiungere dell’onda. Quando lo tsunami raggiunse la Edrie, la sollevò così in alto che, come ricorda ancora Ulrich ” pensai che ci avrebbe scagliato sulla terraferma, sopra le cime degli alberi”. Ma padre e figlio furono fortunati poichè dopo essere stati investiti dall’onda la loro imbarcazione ricadde all’interno della baia, anzichè venire trascinata in mare aperto come le altre due. Una comunicazione della Guardia Costiera dell’Alaska registrata in quei momenti si conclude con un operatore che dice all’altro “Avresti dovuto vedere, sembrava la fine del mondo”.