La Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), la società no profit deputata alla gestione dei domini internet, ha approvato ieri l’uso dell’estensione .xxx come Tld (Top Level Domain) per i contenuti pornografici. Sono circa dieci anni che si discute sull’opportunità di creare un dominio destinato a far nascere una sorta di quartiere a luci rosse virtuale. Ora Icann, come risulta dalla dichiarazione presentata nel corso di una conferenza nella Silicon Valley, è pronta a firmare un accordo con l’ICM Registry che lo renderebbe reale. I sostenitori del dominio sessuale ritengono che questo consentirà di filtrare più facilmente i contenuti inappropriati, mentre secondo molti produttori di pornografia sarebbe una forma di ghettizzazione. I gruppi religiosi, anch’essi contrari, sostengono invece che la creazione di un dominio dedicato rappresenti la legittimazione dei contenuti. Ma l’ufficializzazione del dominio .xxx non significa che presto entrerà in uso (nonostante ICM abbia già raccolto 110 mila prenotazioni) poichè l’ultima parola spetta ai governi mondiali che spesso si sono dimostrati poco favorevoli all’idea di creare un’estensione dedicata al porno.