A volte basta un difetto fisico, una diversità o anche semplicemente una timidezza. E la vita per un ragazzino si trasforma in un incubo. Da grandi a volte si dimentica, ma bisognerebbe ricordare. Come fa Obama, che conserva la memoria di come si sta se qualcuno ci perseguita per le orecchie a sventola, per un cognome poco omologato o qualsiasi stranezza. Il bullismo non è un problema che ogni giorno si guadagna un titolo sui giornali, ma è un problema che ogni giorno tocca la vita di molte persone, drammaticamente: il presidente americano lo ha dichiarato alla Casa Bianca , in apertura di una conferenza sul bullismo, raccontando la propria esperienza personale e le proprie opinioni sull’argomento. “Devo ammettere che a causa delle mie orecchie grandi e del mio nome atipico non ne sono stato immune”. Durante il suo discorso il presidente americano ha sottolineato come il problema del bullismo riguardi 13 milioni di giovani statunitensi e come essere oggetto di persecuzione scolastica sia spesso un’anticamera per l’uso di alcol e droga. L’erroe, secondo Obama, è considerarlo un passaggio quasi obbligatorio della crescita, quando in realtà non è necessario ed è assolutamente inevitabile.